Nel Gruppo del Monte Sernio m 2190

Trieste, 1 gennaio 2020

                               Alpinismo sulle Crete di Palasecca

pm01 Monte Sernio 2190 m panoramicaPanoramica

… restava solo di tornare a Sella di Pra di Lunze; ma per evitare il ghiaione preferì traversarlo e scendere per la bassa vegetazione per raggiungere la strada bianca.
Così, e cercando i tratti erbosi per passare nella mugheta, trovai invece una piccola radura e dove sgorgava l’acqua che si sperdeva in un canalino tra il verde.
Alt e ferma tutto perché ero assettato, e anche per terminare le ultime provviste; e rinfrancato ripresi la discesa incrociando il sentiero percorso la mattina.
- Xe fata! Mi girai verso le Crete di Palasecca in ottima luce per un’altra fotografia. Solo che intorno al collo la macchina fotografica non c’era più; e così anche nel sacco: persa.
Un giorno a casa, e con la nuova Guida delle Alpi Carniche aperta, e contando su quello che avevo visto, decisi di salire il Monte Palavierte 1785 m per il non facile canalone Nord contando sulla prima salita di U. Leschiutta, Celeste Simonetti e Roberto Simonetti il 20 aprile 1981.
Così quella mattina di sabato da Sella di Lunze m’incamminai per la strada bianca alla ricerca del canale d’approccio; e lo trovai anche subito, ma ricco d’acqua.
Niente; e ritornai un tratto sui miei passi, e poi dritto per il pascolo fino vederlo in quel punto più largo e piatto con un velo d’acqua; e che più avanti si sperdeva nella vegetazione ormai senza acqua, e così fino a trovarlo chiuso da un dosso roccioso che non è stato facile da superare. Poi seguì una traccia che mi portò sul bordo di un pianoro quasi circolare coperto da bianco detrito, e in parte chiuso da pareti ancora nell’ombra scura.

pm02 Piantina corretta- Orpo! Sì, e anche stretta al cuore perché la più vasta di fronte era divisa in due parti dal canale verticale che dovrei affrontare.
Una volta la sotto, e con luce migliore, il canale non mi sembrò il babau intravisto, e risaltava anche il masso incastrato che aspettava la sfida.

pm03  canalone SudCosì anche la roccia levigata del canale, ma con gli appigli giusti: e via convinto in bell’arrampicata un poco per de qua e un poco per de la e fino sul ripiano detritico sottostante il masso poco più di mezzo metro; e da dove fotografai quanto fatto.

pm04 dal terrazzino con il massoPoi mi rivolsi al masso e iniziai salirlo… niente.

pm05 paso sotoCosì non mi restò che umilmente passargli sotto per superarlo internamente.

pm06 da sopra il massopm07 qua xe facileUna volta passato lo rimontai sopra, e da dove non mancai di fotografare verso Valle, e dall’altra parte a quello che andrò incontro.
Sì; e così dal masso passai sulla parete che man mano diventa facile, ma su roccia sporca di detriti, e fino entrare in un canale dal fondo coperto da detriti e massi che gradatamente poggia puntando all’intaglio che lo chiude.

pm08 spettacoloCosì lo rimontai fino all’intaglio ingentilito da piante verdi; e da dove non mancai di fotografare il panorama di fronte.

pm09 forse il PalavierteCosì, e fatto il punto della situazione, non mi restò che scendere un breve tratto per poi salire la facile cresta di lato; e così fino in una piccola radura sospesa ricca di vegetazione sottostante una cresta di roccia bianca che poteva anche essere il Monte Palavierte? Così mi tenni la sotto rimontando l’evidente percorso dei camosci.

pm10 non manca che la nebbiaSolo che improvvise arrivarono delle nebbie a complicare la situazione preoccupandomi.
Niente; invece com’erano arrivate, se ne sono anche andate, e mentre ero arrivato in un intaglio tra due quote rocciose.

pm11  l'AmarianaSì; e più sopra anche l’occasione per fotografare subito l’Amariana proprio di fronte perché non si sa mai.

pm12 son venudo per de laCosì anche fotografai la sottostante e poco estesa balconata erbosa e piante verdi appena percorsa in salita.

pm13 devi eser questoPer completare le novità fotografai anche lo spigolo arrotondato della quota in parte rocciosa e incombente sul facile canale appena salito.
Così soddisfatto per quanto fatto e visto non mi restò che scendere perché la mia Meta in programma era coperta dalla quota opposta; e man mano scendendo anche guardando intorno.

pm14 Cuel Mauronpm15 no par veroImmagine ingrandita

- Orpo! Ferma tutto perché verso Est su una cresta in ombra scura e in controluce risaltava un foro?
Sì, e che mi tentò, e tanto da cambiare il programma per andare a vedere la novità; e via.
Solo che non conoscevo quella Montagna; e dovetti prima aggirare scendendo la base del detto spigolo incombente di roccia difficile; e poi cercare un percorso sul versante infestato da mughi; e così anche sulla cresta raggiunta che porta in quella direzione.
Ancora solo un tratto perché man mano la mugheta dirada, mentre la cresta prende quota diventando difficile.
Niente; così tornai sui miei passi fino a vedere in versante Nord e sottostante una stretta cengia rocciosa che prometteva; e senza pensarci due volte ero la sopra.
Sì; e continuava il traverso fino a esaurirsi sovrastata da una liscia parete; e via.
Una volta la sotto già pensavo alla rinuncia; ma anche a trovare qualche possibilità per continuare.
Era la giornata giusta perché la vidi, solo che dovevo salire una decina di metri e traversare.
Sì e no; e con cautela affrontai la parete, e fino a vedere l’inizio di una cengia; e che la raggiunsi con un traverso non facile.
Solo che questa era stretta, ghiaiosa, e poi in salita esposta sul vuoto, e al suo termine anche passare sull’altra sempre in salita, ma in senso opposto. Intanto la parete incombente gradatamente terminava delimitata da un corto canalino con alcuni gradini insicuri che rimontai fino sulla cresta solcata nella sua lunghezza da un facile canale che lo rimontai fino sulla cresta, e dove cercando il percorso migliore arrivai sul punto più alto e senza traccia d’ometto del Cuel Mauron 1814 m: 7 settembre 1992.

Mi restava ancora di trovare il foro.
Pertanto niente sosta; e via per lo spazio esterno della mugheta di una non recente tagliata, e a seguire in discesa tenendomi sul limite del bordo della cresta.
- Orpo! Sì perché sottostante la parete c’era un lastrone roccioso incastrato tra la parete del Monte e la parte superiore di un piccolo campanile esterno; e così non mi restò che scendere e montare sul lastrone.
Dopo averlo ben osservato, volevo anche fotografarlo; ma non trovai l’inquadratura giusta. Niente, e per non perdere tempo rinunciai.
Così tornai veloce sulla Cima per costruire l’ometto e la sosta per le fotografie.
Invece sosta brevissima perché l’invito a tentare le Quote sconosciute e senza nome di fronte fu più forte; e nuovamente per la stessa discesa veloce in quella direzione, e anche un tratto per il ghiaione.
Poi la solita vocina mi consigliò che era il caso di rimandare il tentativo; e di finire quello programmato.

pm16  settembre 1992Giusto; e ritornai sulla Cima, e tra un boccone e l’altro iniziai il servizio fotografico.

pm17 quanto fattoLa piccola Valle sospesa

pm18 M.te Sernio Cresta PalaseccaMonte Sernio e la Cresta della Palasecca

pm19 Cresta d'unioneLa Cresta d’unione

pm20  Monte PalavierteIl Monte Palavierte, con l’evidente percorso per salirlo.

pm21  verso la  pianuraLa cresta che degrada verso la pianura

pm22Le ambite Cime e Quote in parte senza nome

pm23 tracciatoTracciato

Restava solo la discesa per la via di salita; e contando sul ricordo di quello appena percorso e visto.
Non persi altro tempo, e una volta pronto m’incamminai per la traccia prestando attenzione a trovare l’ometto d’uscita; e a seguire la traccia ben marcata per non mancare l’importante passaggio delle due cenge a rampa; e più sotto la discesa della breve e difficile parete, e il facile tratto iniziale.
Solo che per la discesa impiegai meno tempo del previsto; e per quanto visto dalla Cima, perché non tentare il Monte Palavierte 1785 m sull’altro lato della Valle?
Così una volta sulla Cresta, e come osservato già nel corso della salita, scesi per facili rocce dove la mugheta era diradata, e in traverso sull’erba, ben sotto l’intaglio puntando l’inizio del marcato sentiero di salita per il Monte, e ben difeso da una breve mugheta, e via.

pm24  Cima  Palaviertepm25  Pra di LunzeRestava solo, e senza darmi furia, di salire il sentiero appena pulito dai mughi fino in Cima; 7 settembre 1992.
La discesa dalla Cima e della strada bianca non ha lasciato ricordi.