Una gita impensabile

Trieste, 1 settembre 2019

Il Monte Cjucis 1315 m.

Certo è che dopo una bella estate, il tempo continuò così anche nei mesi successivi, e con solo un passaggio di una perturbazione nel mese di novembre che copri di neve anche le nostre Prealpi.
Il tempo che si assestasse, e misi in programma la salita del Monte Cjucis per la sua bassa Quota, e anche bene osservato nelle mie escursioni e salite delle Montagne intorno.
Così, e anche per completare la conoscenza di quelle Montagne appena intraviste, invece che a Carnia scenderò più avanti alla Stazione di Moggio Udinese.
La mia presenza in treno vestito d’alpinista non passò inosservata al conduttore del treno, e che una volta con il treno quasi vuoto m’invitò a fargli compagnia, e così anche più avanti con il bigliettaio a parlare di Montagna, e fino alla solitaria Stazione di Moggio che scesi ultimo passeggero.
Sì perché il paese di Moggio si è poi sviluppato lontano dalla Stazione più sottomonte.
Niente; così traversai la Statale verso alcune costruzioni vecchio stile, e alcune forse disabitate.

01 devi esser quelIl versante Nord del Monte Ciucis.

- Orpo! Cartina in mano non mi restò che fare il punto della situazione; e alla fine decisi di scendere verso Valle per aggirarle, e per prendere un sentiero che s’inoltrava in direzione della Valle a Nord del Monte Cjucis.

02 Gr. Cuc dal BoorSì; e per questo raggiunsi un vasto prato, e nel mezzo una bella costruzione.

03 Verso le Alpi Giuglie04 dove son05 la possibile metaCosì rincuorato decisi di continuare per quel sentiero. anche se più avanti il prato si esauriva man mano coperto di massi e detriti, e dove riuscì a tenere la traccia fino a una solida costruzione forse a due piani degli Stavoli del Verzan m 720 m.
Solo che io dovevo salire; e verso Cime e quote da quel versante mai viste.

06 niente; provo per de quàCosì abbandonai il sentiero in quota per seguire il percorso a vista per canali e brevi tratti di parete che man mano si alternavano senza una meta certa, e stando attento per evitare il rischio d’affrontare difficoltà non essendo attrezzato per queste; e così fino a trovare un pilastro poggiato che sembrava promettere prendendo  quota.

07 la Cima del M.te CjucisSolo un breve tratto perché a destra c’era un’altra Cresta, e più alta.

08 Ogrisi TullI0Sì; e che per un percorso in traversata non facile la raggiunsi: 26 novembre 1989.

09 26 Nov..1989 con l'ometto.Foto ricordo con l’ometto: e avendo calcolato che avevo ancora tempo a disposizione fotografai i Monti intorno.

10 il Gruppo del Monte PlaurisIl Monte Plauris 1858 m.

11 Il Gruppo innevato del CaninCresta del Gruppo del Monte Canin.

12 Gr Montasio e Zuc dal BoorGruppo del Montasio.

13 Zuc dal Boor e M.te ChiavalsAlpi Carniche: il Gruppo del Zuc del Bôr 2195 m.

14 Il Monte AmarianaPanoramica dal Monte Amariana 1905 m al Monte Coglians 2780 m.

15 Carnia e le DolomitiCarnia e le Dolomiti.

- Tullio, xe ora de scender.
Sì, anche perché non conoscevo la discesa.

Così cercai di seguire il traverso appena percorso, e una volta incrociato un canale scesi per questo cercando di uscire a sinistra dove sembrava più facile, e fino a incrociare un sentiero che discesi veloce, e così fino a un traverso a sinistra per aggirare l’inizio di un canale. Solo che subito sotto c’era un manufatto per la raccolta dell’acqua che fuoriusciva da un corto tubo?
Così accettai l’invito; e una volta dissetato preferì continuare la discesa per quel facile canale con alcuni corti salti, e anche evitando brevi tratti ghiacciati, e fino sul piano dove puntava una zona di corti alberi.

16 tramontoCosì alla prima occasione uscì da questi e fino a un vasto pascolo, e giusto in tempo perché il sole era prossimo al tramonto; e trovato un percorso lo seguì fino a incrociare la strada bianca conosciuta per uscire sul pianoro di Tugliezzo; e dove non mi restò che scendere volentieri di buon passo per la strada asfaltata alla Stazione di Carnia per prendere il treno delle ore 18 rivivendo la grande giornata.

Il ritorno

Solo che il bel tempo continuava; e consultata la Carta Tabacco, misi in programma il tentativo di salita del Monte Agarone 1241 m, passando prima per il Monte Pakoi 1055 m e il Monte Naplis senza quota; e con Heydi che aspettava la facile Gita promessa.
Così quella mattina con la nostra Fiat 127 non scendemmo a Stazione Carnia; ma subiti oltre e a destra prendemmo la bella strada asfaltata per Tugliezzo, e fino al paese omonimo disabitato deve la posteggiai.
Una volta pronti, e senza darci furia, percorremmo la continuazione per lo Stavolo del Verzan 720 m, e senza raggiungerlo, prendemmo a destra il sentiero percorso la volta precedente.
Solo un breve tratto, e fino a incrociare il bivio dove seguimmo quello a sinistra e in salita.
Sì; non era il massimo, e Heidi forse già stanca, scivolava ripetutamente sui tronchi caduti coperti di ghiaccio; e cosi una volta sulla possibile Cima coperta dalla vegetazione, decidemmo che poteva bastare.

17 inverno nel Gr Plauris18 la sua diramazione NordSottostanti la parete Nord della Punta del Mezzogiorno 1841 m.

19 Heidy con il M. Sernio e la Creta  Grauzaria-Pertanto anche se al sole la sosta fu breve; e ancora il tempo necessario per scattare alcune foto dei Monti incombenti sconosciuti; e Heydi al sole con lo sfondo del Monte Sernio e della Creta Grauzaria; e via e di buon passo.

20 sulla neve chiacciata.Sì; e anche appagati, scendemmo veloci, fino e oltre il bivio dei sentieri per rimontare quello della mattina.

21 Il Monte Cjucis m 1315Il Monte Cjucis a salutarci.

Solo che questo era in leggera salita, e dopo un tratto Heydi avvertì stanchezza alle gambe.
Niente; e volente o nolente, tratto per tratto che non finiva mai arrivammo con l’ultimo sole agli Stavoli Cuel Lung 610 m disabitati dove avevamo parcheggiato la macchina.
Sì; e una volta pronti al primo giro della chiavetta il motore si mise in moto: – Xe fata!

22 Il versante Ovest del Gruppo del Monte PlaurisGruppo del Plauris versante NW.

Ritorno nel Gruppo del Monte Plauris

Trieste, 1 agosto 2019

La Cresta di Cervada1958 m d’inverno

Portate a termine le mie tre salite nel Gruppo del Monte Plauris per il versante incombente sull’abitato di Stazione Carnia, e accertato il perdurare del bel tempo, desiderai conoscere il versante rivolto all’abitato di Venzone; e per la prima volta andrò con la mia FIAT 600, per l’appunto.
Solo che una volta nell’abitato ricorsi all’aiuto di qualcuno per imboccare la strada giusta; e via.
Anche se procedevo attento a non sbagliare passai oltre a una possibile indicazione, e fino a un cantiere stradale, e dove mi diedero le dritte per non sbagliare tornando indietro.
Lo stesso nel ritorno non lo trovai; e quasi rassegnato decisi di raggiungere Venzone, e trovare il sentiero segnalato che inizia dall’abitato.
Poi non andò così perché prima della curva della strada poi in discesa nell’abitato, a destra iniziava una stradina a uso agricolo delimitata sulla destra da muretto, e senza pensarci due volte la rimontai, e anche riuscì a posteggiare senza ostacolare il passaggio.
Una volta pronto, e sacco in spalla, percorsi la stradina che puntava un gruppo di casette, e alcune ancora con i danni del terremoto, e fino a incrociare un’altra stradina bianca con installato un tubo metallico chiuso da un rubinetto per l’acqua, e subito oltre, un prefabbricato metallizzato; ma nessun rumore di vita.
Niente; così approfittai dell’acqua per ristorarmi anche con un panino, e una volta pronto non proseguii per la stradina, ma preferii seguire un’altra che rimontava un boschetto di latifoglie fino a incrociare un sentiero in quota nel boschetto, e dove più avanti incrociai un uomo di mezza età che stava scendendo?
Solo il saluto, … e via.

Intanto ero uscito dal bosco misto; e la traccia spariva nell’erba giallo oro che copriva il primo rilievo.
Solo che il prossimo continuava più ripido; e così mi fermai per una sosta.
Forse avrò anche visto qualcosa da fotografare; ma la macchina fotografica non c’era più.
Così anche decisi che per quel giorno bastava, e sperando di tornare quanto prima iniziai la discesa.

Il Primo ritorno.

Il bel tempo continuò così per tutta la settimana; e com’era nelle mie intenzioni, preferii tornare servendomi del treno.

01X  panoramica dal trenoPanoramica con il Gruppo del Monte Plauris ripresa dal treno.

Solo che la Stazione non era vicina all’abitato, e dovetti mantenere un buon passo per entrare nella cittadina dove tutte le costruzioni erano state ricostruite dopo il terremoto, e così anche nella parte storica, e dove c’era anche il Caffè Trieste.
Non ci pensai due volte; e così entrai per ristorarmi con un buon cappuccino caldo.
Una volta uscito non mi restò che riprender di buon passo; e più avanti, e come indicatomi da una gentile signora, rimontai la strada in salita della prima volta fatta in discesa, e fino a prendere a sinistra una più ripida e stretta tra le case con qualche bollo rosso.
Sì; e la rimontai anche veloce, e fino all’inizio dei ripidi prati per poi volgere a destra restringendosi e con meno pendenza come il pendio erboso; e via.
Solo che il prefabbricato lo trovai chiuso; e non mi restò che riempire la boraccia d’acqua; e via.

02X  la stradina d'accessoCosì non mi restò che rimontare la stradina erbosa conosciuta.

Solo che una volta fuori dal bosco misto, il calore del sole si faceva sentire, e l’erba doorata non dava nessun beneficio; e una volta sul ripido pendio lo rimontai, e fino a raggiungere la Cresta di Cervada della prima volta, e dove proseguii rimontandola e fino a raggiungere la quota o Cima soprastante, anche se mi sovrastava ancora lontana un’altra struttura più massiccia.
Niente; non era la giornata giusta, e mi levai il sacco poggiandolo sull’erba, e anche presi la macchina fotografica per scattare qualche foto alle Montagne intorno a me sconosciute.

03X  Mte S SimeoneIl monte San Simeone

04X  panoramica verso EPanoramica verso Nord Est

05X  Lavara-Ungarina-CampoI Monti Lavara, Ungarina e Campo

06X  Venzone07X  particolariLa Valle del fiume Tagliamento e Il paese di Venzone.

Finito il servizio fotografico, decisi che per quel giorno poteva anche bastare, tanto tornerò:
22 gennaio 1989.
La discesa non ha lasciato ricordi; solo che fuori dal prefabbricato avrò trovato il proprietario o l’inquilino dove mi fermai una mezza ora a fargli compagnia.
Una volta nella cittadina di Venzone c’era un via vai di persone e automobili, e per evitare d’andare alla Stazione a piedi, provai a chiedere un passaggio a un signore che stava entrando nella sua vettura. Solo che lui dispiaciuto m’informò che andava a Stazione Carnia.
- Tanto meglio perché sono di casa.
Sì, e una volta in Stazione il cappuccino ben caldo mi diede ristoro.

Il Secondo ritorno.

08x Cresta di CervadaCosì anche quella mattina la sosta a Venzone per il cappuccino; e poi di buon passo per il percorso conosciuto fino sulla vera cresta.

09X  M.te Plauris  e la Punta del Mezzogiorno -Cosi man mano prendendo quota mi trovai sotto il primo tratto difficile della Cresta che aggirai a destra per la facile parete Sud.
Solo che prima fotografai a sinistra, e separata dall’intaglio, la poco conosciuta e ambita Punta del Mezzogiorno 1841 m che ambivo salire.

10X per il PlaurisPrendendo quota la vista della Cresta non facile che facilita l’accesso alla Cima.

11a  si fa ripidaIl tratto di Cresta che richiese più attenzione.

12 1aa 15X Crinale SWLa panoramica con quanto fatto dalla Cresta rocciosa raggiunta.

13 il lungo crinalePanoramica della Cresta percorsa prendendo quota.

14  3X panoramicaDalla Cima raggiunta la foto panoramica di tutte le quote, Creste e Cime salite in queste impensabili tre Domeniche per salire il Monte Plauris.

15  4X Ogrisi TSì, e contento di questa tre giorni rimontai il nevaio fino in Cima: 29 gennaio 1989.

16  C. dei.Larici Passo MaleetLa Cima dei Larici 1603 m.

17X  6X la discesaIl vasto e facile versante erboso per la discesa.

18X Il ghicciaio del Monte Plauris  7X  dalla cresta EIl versante Nord con il ghiacciaio.

19X  la Cresta E della via normaleLa Cresta Est percorsa nella discesa dalla Cima.

20X  La Cresta salitaNella discesa ancora una pausa per fotografare l’intera Cresta di Cervada 1781 m percorsa in salita.