Il Monte Capolago 2554 m

Trieste, 1 febbraio 2019

Il ritorno avventuroso

Già nel viaggio di ritorno cicola e ciacola per la bella riuscita della Gita; e la sua vista invitante nella breve schiarita illuminato dal sole, e tanto che lo mettemmo in programma per la successiva Domenica, sempre contando sulla novità del sentiero oltre che il parapetto metallico.

1Il Monte Capolago 2554 m

Sì; solo che quella mattina trovammo le Montagne intanfanade, e una volta posteggiata la macchina, non ci restò che trovare conforto al Rifugio Tolazzi con un buon caffè caldo.

2Tracciato

Così, e dopo il ristoro, iniziò la grande giornata, e al bivio prendemmo a sinistra il sentiero per il Rifugio Lambertenghi – Romanin, e così fino a valicare il parapetto metallico; e convinti che quelle nuvole intorno non portano pioggia lo scavalcammo, e via.
Solo che quella mattina per il brutto tempo nel lungo approccio non scattammo nessuna fotografia; e per una migliore conoscenza della parte alpinistica ripresento man mano le immagini già pubblicate nel precedente articolo.

3Così terminata la parte ripida dell’approccio, il sentiero continuava in quota ben marcato nella vegetazione mista avvicinandosi alla verticale parete che delimita il versante da quel lato.

4Sì; e così fino sotto la verticale parete, e dove la vegetazione bassa e rada non ci ostacolò il camino, e per un buon tratto prima di girare lo spigolo.

5Una volta oltre, e sul ghiaione sottostante la parete, continuava in quota solo la traccia della cengia che puntava il passaggio sovrastato da una singolare struttura rocciosa a guardia.

6Immagine ripresa con il teleobiettivo con l’evidente traccia in quota sottostante la parete che sembra chiudere il passaggio.

7Così più avanti la traccia in quota che punta il passaggio sopra la neve sovrastato dalla struttura rocciosa.

89Così una volta oltre, e incrociate le nostre tracce del precedente tentativo non perdemmo altro tempo, e senza furia le rimontammo alla traccia di calpestio che continuava sottostante la Cresta, e dove ci concedemmo la sosta e il tempo per fare il punto della situazione.

10E che Armando approfittò anche per scattare una panoramica verso a quello che andremmo incontro, anche se la prima parte già percorsa la volta predente.

1112La meritata sosta

13Finita la sosta, seguimmo la traccia sulle ghiaie prendendo quota, e a seguire rimontando man mano il pianoro gradinato in leggera salita, e fino sotto il conosciuto tratto verticale a gradoni, e che lo affrontammo lo stesso con attenzione un poco per de qua e un poco per de la e fino sul facile ghiaione aspettandoci.
Una volta riuniti seguimmo la traccia con qualche bollo rosso che puntava la cresta; e raggiuntola anche la sorpresa di avere finalmente la vista libera intorno; e che Armando non perse l’occasione per arricchire il suo bottino di fotografie.

14Il Lago di Volaia; e presso la riva il poco appariscente Rifugio austriaco Pichl Hutte 1959 m; mentre è riconoscibile più sopra il Rifugio italiano Lambertenghi – Romanin 1970 m.

1516L’esteso versante Ovest del Gruppo Monte Coglians 2780 m.

17Il Monte Rauch Kofel 2460 m

Così rimontammo quel tratto di parete aperta che man mano verticalizza difficile e fino a rientrare in un canale per riprendere la facile salita anche aiutati da qualche raro ometto o bollo rosso.

1819Sì, e con Heydi impegnata sulla non facile parete del canale.

20L’ambito Monte Canale 2540 m, esaltato nella nuvolaglia.

21Il Monte Canale, le Crete di Cjanaletta e il Sasso Nero.

22Il Monte Volaia.

Così prendendo quota anche la bassa nuvolaglia era svanita; e una volta sotto la nostra Cima ci concedemmo un’altra sosta che Armando utilizzò per riprendere i Monti che delimitano a Sud la vasta Valle di Volaia.

23Terminata la sosta, ci rivolgemmo alla parete finale incombente della Cima in programma; e così un poco per de qua e un poco per de la rimontando la traccia con qualche bollo rosso fino la sotto, dove individuammo su questa un diedro poggiato per rimontarla.

24La parete con il diedro; e Rosanna a guardia del bollo rosso perché non si sa mai.

25Non aspettammo certo che diventasse verde; e lo rimontammo fino sulla cresta, e a seguire sulla meritata Cima in quel momento libera dalla nebbia: 23 luglio 1989.

Così Armando approfittò della provvidenziale schiarita per riprendere il servizio fotografico.

26Verso il Lago di Volaia.

2728Il Gruppo del Monte Coglians.

29Il Monte Volaia

Solo che la bassa nuvolaglia arrivò ben presto intanfanando le Montagne, e tanto che decidemmo d’iniziare la discesa.

30Lo stesso l’amico Armando volle prima fotografare solo noi due, e con la mia macchina; e la nebbia in arrivo giustifica la nostra decisione di scendere.

31Solo che la facile discesa per la cresta era terminata, e si doveva scendere per la non facile parete con alcuni bolli rossi; e dove sulla fotografia elaborata, non si vedono le nuvole basse che coprono la Valle.

3233Rosanna e Armando la scesero in libera; e restava la discesa di Heidi, e che incoraggiata da loro due, iniziò la discesa in libera con cautela; e sempre così fino sulla traccia alla base della parete accolta con i complimenti dei due amici.

Restava ancora la lunga discesa del percorso appena fatto in salita; e con Armando sempre pronto a riprendere altre immagini.

34La Cima e la parete percorsa sia in salita che in discesa ripresa con il teleobiettivo.

3536Una  volta sul tracciato conosciuto, e in discesa, tutto diventò facile, e così perdendo quota, e prima che la parete incombente coprisse il Monte Canale 2540 m già nei nostri programmi, Armando gli dedicò due scatti anche per non perdere altro tempo.

37Solo che più sotto in un anfratto della parete risaltava un invitante piccolo nevaio e la prima acqua; e dove decidemmo per la meritata sosta.

38Il tempo è tiranno; e riprendemmo il traverso sottostante la parete, e che come quelle dell’altro versante, man mano allargano la Valle, e fino a rimontare sulla cresta percorsa la mattina; e oltre la Valle, il Monte Coglians 2607 m.

394041Sì; e riprendemmo tranquillo la discesa per la cresta che man mano perde quota puntando la Valle contando sul Monte Coglians 2607 m in piena luce del sole anche se prossimo al tramonto; e per l’amico anche l’ultima immagine della grande giornata.
La Cresta man mano perde quota puntando la Valle, e per Armando anche l’ultima immagine della giornata.
La restante discesa non ha lasciato ricordi.

42Piantina