Sui Monti di Volaia

Trieste, 1 gennaio 2019

1Tentativo al Monte Capolago 2554 m

Così nel viaggio di ritorno cicola e ciacola, euforici per la riuscita della bella salita, prendemmo in considerazione quella del Monte Capolagago; e che osservammo a lungo nella salita della ferrata NO del Monte Coglians 2780 m; e pubblicata nel Blog.
Sì; e lo mettemmo in programma per la successiva settimana; ma anche perché avevo letto in Sede della XXX Ottobre, e in una rivista Sezionale, la relazione aggiornata della salita che sembra ricalcare aggiornata la salita127 n della Casttigioni in mio possesso, per l’appunto.

2Il versante Sud dei Monti di Volaia.

3Panoramica con l’abitato di Collina.

4Il Monte Capolago 2554 m, e il Monte Canale 2540 m.

Sì; e anche quella mattina c’era il bel tempo, e posteggiata la macchina, Armando non perse tempo a riprendere la Cima programmata; e così, e dopo il ristoro al Rifugio Tolazzi 1350 m, iniziò la grande giornata, e al bivio prendemmo a sinistra il sentiero per il Rifugio Lambertenghi – Romanin.
Solo che noi non dovevamo raggiungerlo; ma trovare lungo il sentiero; e all’inizio della parete, il punto per rimontare la traccia – sentiero di guerra che ci dovrebbe portare in Cima; e via, e senza darci furia.
Sarà stata la giornata giusta perché lo individuammo anche presto la flora, e oltre un tratto di parapetto metallico; e sottostante l’inizio della cresta della grande parete incombente sul sentiero.
Quasi increduli per averlo facilmente trovato, scavalcammo il parapetto e iniziammo a percorrerlo in quel tratto ancora piano; e a seguire tra la flora sul ripido macereto mobile, e dove una vipera preferì mettersi in salvo con la fuga.

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6Così senza darci furia rimontammo il sentiero man mano più ripido ma ancora nell’ombra; e iniziarono a risaltare sull’opposto versante ancora nell’ombra Montagne sconosciute, e che non mancammo di fotografare.
Solo che anche il sentiero man mano si allontana dalla parete, e sempre più ripido continua nella ormai assolata mugheta.

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9Sì, e mentre stavamo percorrendo il tratto più ripido del sentiero.

10Solo che avevamo preso anche quota, e il sentiero puntava un possibile passaggio sottotante un tratto di parete verticale, e altre Montagne quasi sconosciute che c’invitavano a far presto.

11Intanto il tratto ripido della Valle era terminato, e il sentiero continuava in traversata sottostante le alte pareti che chiudono la valle con quelle dell’altro versante al sole.

12Intanto avevamo incrociato una radura invasa da massi e percorsa da un rivolo d’acqua; e ideale per una vera sosta che proprio ci voleva; e anche per fare il punto della situazione anche perché la traccia in quota continuava in quella direzione.

13Finito il ristoro, riprendemmo il percorso in quota sottostante la vasta parete che delimita la Valle da quel versante; e una volta oltre puntammo il possibile intaglio anche perché la traccia in quota continuava in quella direzione.

14Sì; e girato lo spigolo della parete vedere un intaglio tra le difficili pareti; e a vigilarlo una caratteristica architettura alpina.

15Il passaggio ripreso con il teleobiettivo; e con la traccia che lo passa in quota per una migliore lettura.

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18Il caratteristico e indimenticabile passaggio ripreso in tre scatti; e dove sullo sfondo si vede la Cresta tra il Monte Capolago e il Monte Canale.

Una volta oltre non ci restò che seguire le tracce di calpestio, e fino in un ripiano sottostante la parete detritica, e dove non mancavano tracce di passaggio; e dall’altra parete il sottostante canale innevato che continuava; e di fronte la singolare struttura rocciosa.

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20Così decidemmo risalire la facile e friabile parete incombente, e dove in alto si evidenziava la traccia per riprendere il traverso verso la nostra Meta ancora lontana; e la rimontammo in ordine sparso e senza furia fino sulla traccia di calpestio che continuava promettente sottostante la Cresta, e dove perdemmo solo il tempo pere fare il punto della situazione.

21La nostra Meta, e il lungo percorso per raggiungerla.

22Il versante Sud-Ovest del Monte Capolago ormai nell’ombra.

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24Particolari contrastanti scattati dall’amico Armando.

Finita la sosta, riprendemmo a seguire il calpestio sulle ghiaie sotto cresta prendendo quota, e a seguire rimontando il ripiano gradinato in leggera salita fino sotto il primo tratto verticale a gradoni.
Sì o no; e lo rimontammo con impegno e fatica un poco per de qua e un poco per de la e fino a capire che per noi era impossibile per quel giorno raggiungere la Cima.
Così rinunciammo a proseguire; e ci concedemmo una meritata sosta che ci portò anche allegria.
Purtroppo la sosta fu necessariamente breve; e in discesa prestammo attenzione nel scendere il tratto a gradoni; e a seguire con meno impegno per il ripiano gradinato.

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26Sì; e da dove Armando fotografò alcune immagini del Monte Canale anche con il teleobiettivo.

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28Una volta scesi alla base della parete friabile notammo un rivolo d’acqua fuoriuscire da un modesto residuo di neve; e così decidemmo di fare lì la nostra meritata sosta recuperando il tempo perso nella discesa.
Il tempo e tiranno; e una volta pronti iniziammo la lunga discesa, e superata la strettoia, riprendemmo il traverso per il sentiero ben presto sottostante la parete conosciuta, e che con quelle dell’altro versante, man mano allargano la Valle, e prima che il sentiero sia tracciato nella ripida mugheta.
Così ancora per un tratto; e iniziò a volgere a destra scendendo ripido sul limite erboso della mugheta.

29Il Coston di Stella 2607 m

Così man mano scendendo, lo stesso valeva anche per la Cresta che ci chiudeva, e così fino a vedere oltre a questa l’importante Quota della diramazione SO del Monte Coglians 2780 m; e che Armando non mancò di fotografare.
La restante discesa non ha lasciato ricordi; ma sì che ci promettemmo di ritornare per il prossimo fine settimana per portare a terminare la salita fino sulla Cima.

30 tracciatoTracciato del tentativo.

31Piantina

Il Gruppo del Volaia

Trieste, 1 dicembre  2018

Il Monte Volaia 2364 m

Un giorno ritornando da una Gita con l’amico Armando, cicola e ciacola lui mi chiese che organizzassi una Gita tranquilla per consentire la partecipazione alle rispettive mogli?
La mia risposta poi non si fece attendere perché scendendo con la macchina verso Valle, risaltava nei colori del tramonto il Gruppo del Volaia; e per lui andava più che bene, e la mettemmo in programma per la successiva Domenica.
Solo che di queste Montagne conoscevo ben poco; e una volta a casa, un giorno, ricorsi alla mia datata Alpi Carniche del Castiglioni.

1Piantina

Pertanto quella mattina continuammo il viaggio fino e oltre il paese di Forni Avoltri; e alle indicazioni, per strada bianca delimitata dal torrente Degano al posteggio in parte occupato.

2Non perdemmo tempo; e una volta pronti, e senza darci furia, seguimmo il sentiero tracciato lungo i verdi pascoli per la Forcella di Ombladet 2061 m.

3La raggiungemmo, ma prima di valicarla per la prima volta, anche l’occasione per fotografare le Montagne intorno, e quelle di Confine a noi poco conosciute.

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5La Croda di Ombladet 2470 m

L’apprezzata sosta era finita, e non ci restò che seguire il sentiero con alcuni sali scendi e con qualche bollo rosso che puntava la Croda di Ombladet, e a seguire anche sotto la sua parete difficile che copre il Monte Volaia in programma.

6Lo percorremmo senza darci furia fino a girarla, e oltre, e sopra il macereto vedemmo la nostra Montagna, e in Cima la Croce; e con alcuni alpinisti che ci mandavano i loro richiami d’incitamento a raggiungerli.
Tante grazie; ma noi mantenemmo il nostro passo e così fino in Cima: 16 giugno 1989.
Il tempo per i saluti che iniziarono a scendere.
Noi non ci demmo furia; e mentre Rosanna e Heydi cercavano un posto comodo per la sosta, noi due iniziammo il servizio fotografico delle Montagne in parte coperte da nuvolosità, da noi salite e più volte.

7Il verde Rauch Kofel 2460 m, il Monte Coglians 2780 m, e retrostante la Croda da Cjanevate 2769 m.

8Il Monte Capolago 2554 m, il Monte Canale 2540 m, le cinque quote della Crete di Cjanaletta, e a chiudere il Sasso Nero 2458 m.

A seguire quello d’Armando che per migliorare la leggibilità lui usava prima proiettarla sullo schermo e poi fotografarla.

9In primo piano il Monte Capolago, il Rauchkofel, coperto dalla nuvola il Coglians e a chiudere la Cjanevate.

10In primo piano il Monte Canale 2540 m.

11I Monti Capo Lago e Canale; e solo il primo tratto visibile delle Crete di Cjanaletta perché il restante era coperto dal Sasso Nero 2468 m.

12Sì; e una volta riuniti nella sosta ristoratrice beneficiammo anche del sole.
Non così per Armando perché ben presto riprese il servizio fotografico anche allarmato dall’arrivo di nuova nuvolaglia.

13I Monti Capolago e Canale, il primo tratto delle Crete di Cjanaletta, e il Sasso Nero.

14I Monti Capolago e Canale, e il primo tratto  delle Crete di Cjanaletta.

 15Il Monte Capolago, Il Monte Coglians e la Croda da Cjanevate.

Solo che una volta terminato il servizio fotografico, la sua attenzione fu catturata dall’arrivo di un bianco e denso corpo nuvoloso poi fermatosi per le correnti d’aria sulle pareti occidentali delle due quote più alte.

16La Creta da Cjanevate

17Il Monte Coglians

18Il Monte Coglians

19Così anche la parte finale del Monte Capolago nei nostri programmi.

Solo che la nuvolosità in arrivo coprì anche il sole, e iniziò a farsi sentire l’aria fredda; e così decidemmo d’anticipare la discesa.

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21Le foto  ricordo della Cima con le nuvole che stavano già intanfanando le Montagne.

22La Croda di Ombladet 2470 m

Non perdemmo altro tempo, e le macchine fotografiche le tenemmo nei nostri sacchi, e così fino alla Forcella raggiunta la mattina, e da dove Armando fotografò l’incombente parete della Croda di Ombladet 2470 m, già raggiunta dalla nuvolaglia, e che io avevo ripreso quella mattina.

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24Nella discesa seguimmo il sentiero fino a trovar conveniente seguire il marcato calpestio sui pascoli, e dove poi ognuno scelse la sua discesa; e così fino a riunirci sul piano ormai sul sentiero segnalato.