C’era una volta…

Trieste,1 agosto 2018

La Cresta Alta di Mimoias 2413 m

1Piantina della Castiglioni.

Sì, perché da me conosciuta e salita con quel nome e quota riportati sulla Guida Castiglioni in mio possesso; e fino a che un giorno per non confonderla con la vicina Cresta di Mimoias 2320 m, hanno deciso di cambiarle il nome e la quota con Cresta di Enghe 2414 m.

Solo che con l’amico Armando Cossutta anni prima per andare a conoscerla, e contando sulla Castiglioni, quella mattina posteggiammo ben oltre il posteggio per il Rifugio De Gasperi, e fino a vedere prima di un tornante un piccolo prato verde, e sul ripido versante a monte tracce di sentiero; e dove posteggiammo.
Così sacchi in spalla le seguimmo fino a incrociare una strada bianca, e che concordammo essere quella per Casera di Mimoias m 1661, e che inizia dalla Forcella Lavardéet.
Senza darci furia, e ancor meno nell’ultimo tratto ripido, la raggiungemmo, e anche sorpresi dalla sua struttura quasi artistica.
Seguì ancora un tratto sempre ripido, e arrivammo nello slargo finale del Vallone tra la Cresta Alta di Mimoias e il Monte Paradara 1981 m, che non vedemmo perché nella nuvolaglia.

2Sì; e giusto in tempo per capire che la Montagna di fronte con il canalone è la Cima da noi programmata perché il tempo stava cambiando e le nuvole vaporose avevano iniziato a intanfanare la Montagna.
Senza pensarci due volte, traversammo dritti la mugheta, e a seguire in salita per detriti e fino a vedere il possibile canalone della relazione.

3Non ci pensammo due volte; e raggiuntolo lo rimontammo, e anche oltre per i massi ben stabili mentre la nuvolaglia stava invadendo il vallone; e prima di rimontarlo fotografai quanto fatto.

4Solo che più avanti il canale man mano si restringe tra e pareti verticali con il fondo lastricato da massi; e anche se nella nebbia, lasciando intravedere la possibilità di continuare la sua salita.

56Sì; e che man mano procedendo Armando volle documentare quel tratto in due riprese.
Finiti i massi, il fondo del canale era coperto da medio e grosso detrito che rallentava il nostro procedere. Così mi guardai intorno se c’erano altre possibilità; e notai sulla parete, e poco più alta di noi una cengia?
– Armando; e se la rimontassimo.
Non fu molto convinto perché c’era da superare un tratto cosparso di massi sbrecciati; ma accettò.

7Armando sulla cengia.

Solo che progredendo la cengia prendeva quota, ma noi continuammo lo stesso, e ormai alta dal fondo del canale stretta con roccia compatta e levigata; e perso per perso decidemmo di continuare lo stesso.

89Più avanti la cengia si esauriva sotto una stretta e liscia parete lavorata a colatoio o camino che superammo, e fino a vedere a sinistra la parete più facile che raggiungemmo.

10Sì; e da queste forse vedemmo anche il possibile percorso della via comune; ma noi nel dubbio decidemmo di continuare per la parete raggiunta.

11Sì; e subiti sopra uno spacco nella parete ci facilitò il passaggio e a seguire una traccia di colatoio che prometteva.

1213Pareva fatta; e Armando fotografò le Montagne nella direzione della possibile Cima.
Invece nella fitta nebbia raggiungemmo uno slargo appiattito del canale, e che non ci restò che rimontarlo, e fino a una cengia sottostante la parete verticale; e traversando la sotto cercammo di passare a destra e o a sinistra; niente.
Così ripassai la sotto, e fino a vedere per dove superare lo strapiombo; sì, e per gli appigli giusti, e tanto che passò anche Armando senza bisogno della corda.
Restava ancora di raggiungere la Cima.
Così con un passaggio per de qua e altro per de la e costruendo man mano gli ometti per cautelarci perché non si sa mai, fino sul filo di una cresta?
Sì e no; e la rimontammo fino sul punto più alto con tracce d’ometto, anche se non era la vera Cima Est.

1415Non era certo il momento per andare a cercarla; e così ricostruimmo solo l’ometto per la fotografia; 22 giugno 1985; Armando Cossutta e Tullio Ogrisi.
Nella discesa seguimmo attentamente gli ometti fino al passaggio difficile; e che Armando preferì farlo assicurato dalla corda.
Il tempo di sistemare la corda nel sacco, e riprendemmo veloci e sicuri il percorso fatto in salita, e fino al possibile bivio.
Sì e no; e per non correre possibili rischi decidemmo continuare per quello fatto nella salita; e che non ha lasciato ricordi.

16 piantina OKPiantina

Il ritorno per il tentativo alla più alta Quota 2414 m

Sì; e l’anno successivo a invogliarci sarà stato il bel tempo che durò tutta l’estate e oltre; e quella volta venne anche Rosanna la moglie d’Armando.
Posteggiammo sul piccolo prato verde come la prima volta in una giornata ideale; e per il percorso conosciuto fino allo slargo finale del Vallone erboso tra la Cresta Alta di Mimoias e il Monte Paradara 1981 m, velati dalle nebbie della notte.

17Sì; e dovemmo anche prestare attenzione per prendere tra le tracce di più percorsi quella giusta per il Passo di Mimoias m 1976, perché il Costone che chiude verso Ovest il Vallone era ancora intanfanado dalle nebbie notturne; e via.
Il fondo erboso era quasi piatto e senza la traccia di un percorso obbligato; e potevamo variarlo a nostro piacimento; e così anche più avanti cosparso di massi e mughi. Poi il pascolo si riduce cosparso d’alberi misti; e così seguimmo il sentiero con pendenza quasi costante, e più avanti prendendo quota con alcuni tornanti mentre la leggera nuvolosità era svanita nel cielo azzurro, e gli alberi lasciavano il posto ai mughi mentre il versante tende man mano appiattirsi; e quasi piatto il sentiero aggira a lungo sulla destra la sommità coperta da fitta mugheta prima d’iniziare a perdere quota sull’altro versante.

1819Solo un buon tratto; e anche se non vedevamo la Cresta, iniziammo a rimontare il ghiaione per nostra fortuna con l’aiuto dei rami della rada mughetta.

20Così riprendemmo quota, e fino a veder far capolino le Quote alte della Cresta; e fino a montare sull’appiattita base di roccia liscia e compatta, e in leggera discesa.
- Orpo!
Sì; perché la corta parete incombente della quota era difficile; e così ricorremmo alla Castiglioni.

2122Nell’attesa Armando ne approfittò per scattare alcune fotografie per riprendere le Montagne che ci stavano di fronte.

23 piantinaCosì, e per facilitare la loro conoscenza ai lettori, cercando tra le tante Carte Topografiche in mio possesso, ho trovato quella dei Sentieri e Rifugi del Comelico e Sappada.
Sì; e che acquistammo nel corso di una gita famigliare al Rifugio Sorgenti del Piave oltre quaranta anni fa, e che Heydi convalidò con il timbro del Rifugio sulla busta protettiva di plastica.

Invece sulla Castiglioni non trovammo indicazioni su quello che ci sovrastava; e non ci restò che scendere per la cengia cercando man mano sulla parete la possibilità per salirla, o al suo termine aggirarla in versante Ovest cercando d’incrociare la via normale; e via.
Solo un breve tratto perché notai sulla parete strapiombante rosso giallo la parte finale di una possibile nicchia; e per curiosità rimontai la parete quel tanto per vederla forata oltre per oltre.
Sì; ma prima andremmo a vedere la possibilità d’incrociare la via normale in versante Ovest.
Così anche vedemmo alla base della parete Nord della Cresta di Mimojas 2320 m, tre o quattro rocciatori che stavano cimentandosi su qualche nuova via.
Girato lo spigolo della Cresta, e per quel che vedemmo ancora nell’ombra scura… non ci restò che la nicchia forata.
Una volta la sotto persi solo il tempo per legarmi la corda in vita, e con qualche chiodo nei moschettoni e martello; e attaccai la corta parete verticale.

24Qualche metro, e montai sulla piazzola che precede il foro; e inchinandomi lo passai, e oltre fino su un dirupo precipite in versante Nord a far terrazzino.

25Così con la corda accompagnai prima la salita di Rosanna, e subito dopo Armando; e riuniti a raccontarcela come superato il foro, e che non trovarono difficoltà.

Non perdemmo altro tempo; e slegato scesi dal dirupo qualche metro per raggiungere in parete Nord l’inizio di una stretta cengia che prometteva.
Sì; e che la seguì perdendola e trovandola fino a vedere la possibilità di rimontare un pendio di sfasciumi che si originava da uno stretto canale o camino che portava verso la Cima della Cresta Alta di Mimoias; e con quella premessa tornai veloce dagli amici per informarli della possibilità intravista.

26 tracciato27ok piantina - Copia (2)Piantina con il mio percorso esplorativo.

282930Nell’attesa Armando fotografò tutto il versante della Terza Grande che tanto ci teneva riprendere.

313233Così una volta riuniti e informati per quanto visto, non perdemmo altro tempo, e slegati seguimmo la traccia del mio percorso con qualche ometto, e così fino sotto la parete della struttura più interessante del primo tratto della Cresta; e ci facemmo anche un pensierino.
Niente, e proseguimmo per la mia traccia e anche oltre sul ripido ghiaione fino a capire che avremmo corso il rischio di far tardi.

Così rinunciammo a proseguire; e guardando intorno notammo la struttura rocciosa che avevamo appena osservato. – Armando, e se…
Sì; e senza perdere tempo eravamo la sotto, e a verificare la possibilità di salire per il camino che caratterizza la prima parte della parete che sembrava promettere.
Non mi sembrò tanto difficile; così mi legai a metà corda di 40 m, con agganciati due moschettoni e un paio di chiodi; e via.
Solo un tratto perché si fa stretto; ma a sinistra c’era una larga fessura obliqua per i piedi. Solo pochi metri perché la corda stava per finire, e trovai l’unica fessura, e giusta per il chiodo del terrazzino. Così assicurai la salita singola degli amici.
- Tien ben che vado. Per fortuna c’era sempre la fessura giusta, e prima che la corda terminasse, battei l’ultimo chiodo per far terrazzino; e assicurai la salita degli amici.
Con il terzo tiro forzai il mio arrivo alla sosta nei pressi della Cima; ma sufficiente per assicurare uno per volta il loro arrivo per poi proseguire sulla Cima, e dove ci riunimmo quasi increduli: 20 settembre 1986.

343536La Cresta Alta di Mimoias 2413 m.

37La Terza Grande

38Panoramica

39   panoramicaIl versante Nord della Cresta di Enghe che fotografai nella salita alla Cima della Terza Grande in un giorno d’autunno.

Sì; e quel giorno, 28 ottobre 1983, ero con l’amico Rinaldo Sturm sulla parete Est della Terza Grande a ripetere la via dei fratelli Peratoner. Vedi anche l’articolo 12 sul mio blog.

40  tracciatoTracciato

Necessariamente la sosta fu breve; e assicurati uno per volta in discesa al terrazzino chiodato; e lo stesso fino alla base della parete, e anche veloci.
Ricuperata la corda, restava solo di seguire la traccia fatta la mattina, e sempre veloci fino al foro; e assicurati dalla corda uno per volta alla base della parete.
Sì; e una volta sul sentiero c’è la contammo a lungo.

41Piantina