Due salite nel Gruppo Coglians-Cjanevate

Trieste, 1 maggio 2018

Probabilmente la mia stagione alpina di quell’anno sarà stata rovinata delle brutte condizioni meteo; e a darmi ragione sono le poche Cime riportate sul mio quaderno delle Salite.
Solo che alla fine della stagione, e dopo un paio di giornate di bel tempo, con il nuovo compagno di cordata Armando Cossutta, si programmò per la fine settimana la salita del Monte Coglians 2780 m.

mn01Monte Capolago 2554 m e Monte Canale 2540 m

Quella mattina prometteva bel tempo; e posteggiata la macchina nei pressi del Rifugio Tolazzi m 1350, ormai chiuso, iniziammo la grande giornata.
Una volta in vista del Gruppo del Monte Coglians innevato, scartammo qualsiasi salita per mancanza dei ramponi; e perso per perso saliremo, e senza darci furia, al Rifugio Marinelli per la comoda strada di servizio; e poi decideremo…
Sì; e una volta raggiuntolo, e dopo aver ben guardato intorno, non ci restò che di portarci alla vicina Forcella Moraret 2113 m.
Anche se conosciute e qualcuna già salita, avvertimmo il desiderio d’andarle a vedere da più vicino, e per l’amico anche fotografarle; e via in discesa per il sentiero a pendenza costante.

mn02Sì; e fino a vedere conveniente traversare a sinistra sul pianoro detritico appena inclinato che traversammo verso le pareti delimitate da un salto roccioso e un canale di sfasciumi; e da dove l’amico iniziò il suo servizio fotografico con l’incombente parete Nord della Cima da Cjanevate 2769 m, e il versante Sud della Torre da Cjanevate 2718 m.

mn03Il Vallone della Cjanevate

mn04Particolari della parete ingranditi.

mn05La Creta da Cjanevate, e l’Anticima Est 2742 m.

Finito il servizio cicola e ciacola valutammo non conveniente a perdere quota anche perché volevamo conoscere la parte alta della Creta da Cjanevate, e iniziammo a salire a vista il pianoro detritico che la nuova Guida riporta delle Cjalderate tenendoci sul bordo del salto che la nuova Guida riportava delle Cjalderate, e così man mano salendo anche commentando e fotografando quelle sconosciute pareti; e che l’amico fotografò usando anche il teleobiettivo.
Così, e senza darci furia fino a incrociare una traccia di sentiero proveniente dallo slargo sottostante le pareti?
Certo noi eravamo saliti anche per conoscere la Montagna; e perso per perso accettammo quell’invito imprevisto rimontandolo e seguendolo anche in versante Nord con direzione Ovest; e quasi orizzontale per detriti instabili.
Così proseguimmo in quella direzione, e sottostanti una quota che in alto presentava brevi pareti compresa la finale, e fino a incrociare un’altra traccia in salita.
Certo, non era una Meta appagante, ma sempre una Cima; e la seguimmo per ripide ghiaie con vaghe tracce di passaggio fino sotto un intaglio coperta dai detriti.
Niente; e anche se con fatica la raggiungemmo, e per la facile e corta cresta rocciosa in Cima della Crete di Monumenz 2497 m IGM: 24 ottobre 1976.

mn06Panoramica della bifida Cima di Mezzo del Monte Coglians.

Sosta necessariamente breve perché in quella stagione le giornate sono corte; e dalla Forcella scendemmo uno per volta per non essere colpiti dalle pietre smosse.
Una volta sulla traccia, e per guadagnare tempo, decidemmo di proseguire nell’altra direzione; e sarà stata la giornata giusta perché incrociammo un altro stretto canale in salita, e più avanti innevato, e che sembrava promettere.

mn07Non pensammo due volte; e via per questo facilitati dalla neve compatta, e con una sosta sola per consentire ad Armando di fotografare la Cima appena salita.
Ancora un tratto ripido e raggiungemmo l’impluvio con l’altro versante meno ripido, senza neve e presto erboso. – Xe fata!
Una volta fuori dal canale l’orologio ci segnalò d’aver impiegato meno tempo del previsto; e cicola e ciacola, e vedendo lo spettacolo alpino impensabile tutt’intorno, lo dedicheremo alla fotografia; e senza darci furia.

mn08Panoramica delle Dolomiti Orientali; e in primo piano quelle del Comelico che iniziano con il Monte Aiarnola.

mn09Creta e Torre delle Cjanevate con sottostante il Vallone delle Cjalderate.

Ancora un’occhiata intorno e riprendemmo la discesa, e attenti a fotografare altre immagini.
Solo un breve tratto perché ci ricordammo che eravamo venuti per il Monte Coglians; e così traversammo sotto le pareti fino a vedere tutto il Gruppo.

mn10Il gruppo del Monte Coglians ben innevato che ci dette ragione per la nostra rinuncia al tentativo di salirlo; e con la coscienza tranquilla riprendemmo la nostra discesa a vista.

mn11Invece solo un breve tratto perché oltre un costone con l’erba bruciata dal gelo, e risaltato da tratti innevati, c’erano le Alpi Giurie Italiane.
Probabilmente per la discesa ci tenemmo per un tratto sul costone perché ci offriva la possibilità di fotografare i Monti intorno; e Armando non ci pensò due volte.

mn12mn13Scendi e scendi fino a che trovammo conveniente a traversare a destra per avvicinarci al Rifugio.

mn14Solo che passato il costone ci aspettavano il Monte Coglians e la Torre della Cjanevate.

mn15mn16La Torre, la Creta da Cjanevate e la Creta del Monumenz.

Sì; perché dovremmo scendere il pendio, e poi rimontare l’altro versante per incrociare il sentiero per il Rifugio.

mn17Armando sul pendio innevato.

Solo che su quella neve scendemmo veloci e sicuri cercando di non perdere quota fruendo la possibilità di lunghe mezzecoste.

mn18Una volta sul sentiero, e nei pressi della Forcella Moraret, l’amico cercò il punto migliore per scattare l’ultima panoramica.
Restava solo di raggiungere il Rifugio Marinelli che lo trovammo chiuso.
Perso per perso, noi ci fermammo lo stesso lì davanti per sistemare i propri sacchi e consumare le ultime provviste.
Improvvisamente si avvicinò un ragazzino, e che era il figlio dei custodi?
Sì; anche perche dall’interno non proveniva nessun rumore.

mn19Noi rispettammo il silenzio; e prima di riprendere la discesa ancora l’ultima fotografia con il figlio dei gestori.

mn20 tracciatoTracciato

La Torre della Cjanevate 2718 m

La salita della Torre l’avevo sempre nei miei programmi, ma c’era sempre qualche impegno con altre salite; e rimanda oggi e rimanda domani, arrivò anche il giorno giusto.
Sì, perché in quella stagione continuava il bel tempo che caratterizzò gran parte dell’estate; e poi fu facile a mettermi d’accordo con il mio amico de croda Rinaldo Sturm.
Solo che una sera in Sede della Trenta Ottobre chiese di aggregarsi l’amico Giordano Sterni, e andremo con la sua macchina; ma quella mattina ci raccontò che non stava bene, ma che manterrà l’impegno preso.
Posteggiammo al Passo Monte Croce Carnico; e lui ci accompagnerà fino all’attacco della via. Invece ci accompagnò solo per un buon tratto, e fino salutarci.
Così riprendemmo di buon Passo, e fino voltare a destra nel Vallone della Cjanevate; e ne entrammo un tratto prima di levare dal sacco la mia macchina fotografica.

mn21 Vallone della Cjanevatemn22  le pareti a latoIl Vallone della Cjanevate con le pareti verticali di roccia chiara della Creta che lo delimitano a destra.

mn23  Passo dei  CacciatoriIl Passo dei Cacciatori m 2742

mn24 Coglians di MezzoIl Passo dei Cacciatori con il Monte Coglians di Mezzo.

mn25 Torre della CjanevateCosì lo stesso con la Torre della Cjanevate 2718 m.

mn26 la ns metaLa Torre della Cjanevate, e la parete Sud-Ovest che dovremmo salire.

mn27 pareti di latomn28 idemL’ultimo tratto della vasta e complessa parete Sud della Creta da Cjanevate 2769 m IGM.

Finito il bottino di fotografie, raggiungemmo la base della parete, e che sul momento ci sembrò anche difficile perché strapiombante; e così fino a vedere la possibilità per affrontarla per la parete rosa strapiombante, e con appigli piccoli come nella nostra palestra della Napoleonica.
Rinaldo non ci pensò due volte; e superò il breve tratto strapiombante, e per difficoltà decrescenti sparì alla mia vista. Ancora qualche metro e la corda si fermò?
Sì; si era fermato per far terrazzino perché sotto strapiombi, e doveva traversare a destra.
Con la corda dall’alto m’impegnai per quei pochi metri, e tutto diventò più facile e fino a raggiungerlo.
La sosta detritica raggiunta non era altro che il fondo di un canale d’erosione con la rispettiva volta ormai strapiombo; e così non ci restò che seguirlo alla ricerca di una parete scalabile.

mn29 primo tiroInvece non andò così perché questo gira a sinistra a imboccare il vero canale.

mn30 sulla viaChe lo rimontammo per due o tre lunghezze di corda; e sempre osservando la parete per trovare per dove attaccarla.

mn31 la rampaCosì proseguimmo per questo, e fino a diventare rampa scanalata sottostante la parete strapiombante.

mn32 prometi benmn33  no se sbagliaLa rimontammo, e fino a trovare la possibilità per attaccare la parete incombente; e per questa fino a vedere a sinistra sulla bianca parete una caverna.

mn34  se fà verticaleNon ci pensammo due volte; e appena possibile Rinaldo in traversata la raggiunse.
Così, e una volta riuniti, andammo a visitarla.
Una volta dentro vedemmo solo il vasto vano di roccia chiara dalle pareti lisce e pulite… e senza tracce di presenza umana e o di guerra.

mn35 vedo la CimaUna volta fuori Rinaldo attaccò deciso la parete di roccia bianca e levigata incombente, e che man mano poggiando anche difficile; e non ricordo se con uno o due tiri di corda.

mn36 4.10.1986 Sturm -OgrisiRicordo invece che una volta in cresta raggiungemmo il punto più elevato, e senza ometto: 4 ottobre 1986; Rinaldo Sturm e Tullio Ogrisi.

mn37  la CjanevateLa Creta da Cjanevate

Sosta breve non solo perché lassù faceva freddo; ma anche perché avevo programmato di scendere per la normale della Creta da Cjanevate, anche se non conoscevamo il percorso della lunga cresta d’unione per arrivarci.
Niente; e così iniziammo la discesa a vista per la parete non difficile puntando in basso la cresta d’unione.
Non l’avevamo ancora raggiunta; e in quel tratto Rinaldo mi stava davanti cercando i passaggi migliori per passare. Inavvertitamente smosse alcune pietre che rotolarono in uno stretto canale di sfasciumi; e ci sembrò una cosa normale.
Invece questi rotolando misero in movimento la parte instabile d’altri detriti, e che iniziarono a scendere nel canale principale che noi non vedevamo; ma dal fruscio capimmo che quelle due o tre pietre avevano messo in moto anche quelle che innalzarono una nuvola di polvere.
Solo che questo fruscio, e la nuvola di polvere alzata, fu visto e avvertito anche dai clienti del Rifugio Marinelli perché ci giunsero il loro vocio e richiami; e che non durò meno di quattro o cinque minuti.
Così tornato il silenzio, riprendemmo la discesa, e fino alla parte bassa del Passo dei Cacciatori 2524 m.

mn38  verso l'AustriaPanoramica verso l’Austria, e con sottostante il Valentin Tal.

Perdemmo solo il tempo per valutare la difficoltà della Cresta, e che decidemmo d’affrontarla slegati, e la fotografia verso l’Austria; e via che in quella stagione le giornate sono corte.
Non trovammo difficoltà lungo questa anche perché la roccia era leggermente poggiata; e man mano anche con tratti di roccia solida, e così fino sotto un filone di calcite dove risaltavano i cristalli che noi adoperammo per appigli.
Peccato solo per una decina di metri perché la cresta tornò rocciosa fino in Cima; e per noi due la prima volta, e congratulandoci per l’impresa: 4 ottobre 1986.

mn39 Gruppo MooskofelIl versante Sud del Gamskofel 2526 m, che è la Cima più elevata del sottogruppo del Mooskofel.

mn40 Obere Wolayer AlpeLa verde Obere  Wolayer Alpe.

Dalla Cima le ultime due fotografie del rollino; e iniziammo la discesa, e anche veloci per non impensierire l’amico Giordano che giù in Valle ci starà aspettando.
Dopo l’entrata nel canale perdemmo del tempo per passare tra i massi con il fondo ghiacciato; e poi giù veloci per il fondo del canale di piccolo detrito.
Ancora un rallentamento per aggirare le rocce rotte della testata della Gola Sud, e puntammo i ripidi verdi. Sì; e anche monotoni, e tanto che decidemmo di scenderli direttamente.
Poi non mi ricordo se lo incontrammo sul sentiero o nei pressi della sua automobile; ma stava bene.

mn41 tracciatiTracciati