Il Creton di Clap Grande

Trieste, 1 settembre 2017

01Panoramica

Non mi ricordo se quella mattina era nel nostro programma di salire il Creton di Clap Grande 2487 m; ma sì che lungo il sentiero d’approccio alle pareti, queste erano quasi invisibili per la bassa nuvolosità.

02La sua parete incombente; e sulla Cresta ben visibile la Cima della Pannocchia non quotata.
Immagini riprese in un’altra Gita.

Così, cicola e ciacola rinunciammo alla salita, e per non perdere la giornata decidemmo salire alla Forca dell’Alpino 2302 m; e così al bivio seguimmo il sentiero che volge a destra.
Solo che lassù alla Forca la nuvolaglia era meno fitta, e promettendoci qualche schiarita, e tanto che decidemmo di tentare la non facile salita della Pannocchia che ci aspettava, e anche invogliati dal calpestio che portava alla base della parete.

03Il tempo di metterci in cordata, e affrontai la parete incombente che puntava una traccia di canale, e dove mi fermai a far terrazzino. – Armando vien.

04Invece lui proseguì il traverso sotto la parete fino a trovare roccia più facile per raggiungermi.

05La parete incombente con lo spacco o camino della probabile via di salita che non conoscevamo.

06Sì; e continuai la salita stando più accorto, e puntando la Cresta a sinistra dello spacco o camino della via ben visibile; e giusto in tempo perché alla seconda tirata di corda arrivò la nuvolaglia.
- E adesso? Sì perché non avevamo la relazione.

07Allora traversai a destra nello spacco rimontandolo fino sul masso a ponte a far terrazzino.
Non c’era altra scelta; e una volta riuniti m’infilai nel camino rimontandolo in spaccata ben presto nel buio, e fino a vedere sulla parete opposta il foro d’uscita?
Informato l’amico, puntai in quella direzione, e trovata la possibilità mi fermai a far terrazzino con il cordino, e invitandolo a raggiungermi prestando la massima attenzione per la roccia scivolosa; e nel buio completo.
Una volta riuniti perdemmo solo il tempo per lo scambio della sicura, e con attenzione puntai il foro d’uscita.

08Solo che prima di passarlo Armando volle fotografare il momento.

0910Così contraccambiai per documentare l’uscita dell’amico quasi incredulo anche perché ignoravamo questa possibilità.
Così, e una volta riuniti ci prendemmo una sosta per commentarla questa inaspettata novità; e anche per vedere per dove continuare la salita per la parete incombente; e che lassù potrebbe anche terminare la salita della Pannocchia.

1112- Tien ben che vado.

Sì; e ancora due tiri di corda ed eravamo sulla Cima della Pannocchia in quel momento nella nuvolaglia.
Solo una breve sosta perché dovevamo prima verificare la possibilità continuare la salita fino sulla Cima del Creton di Clap Grande.
Così ritornammo sui nostri passi, e traversammo a sinistra fino a vedere oltre lo spacco che ci separava dalla Cresta che continua, la piazzola che ci consentirebbe di continuare la salita fino sul Creton di Clap Grande.

13Solo che non erano allo stesso livello con l’altra un poco sottostante alla nostra, e distanti circa un metro e mezzo; e poco visibile per l’oscurità.
Pertanto niente salto; e ritornammo sulla Cima della Pannocchia a goderci la meritata sosta.

1415Fortuna volle che Armando si accorgesse che c’era una macchia di colore rosso, e così senza il materiale seguimmo la traccia e fino a trovare un’altra dello stesso colore.
Sì; la discesa era stata segnalata, e ci eviterà di rifare in discesa la via di salita sulla Cima.
Così la facile discesa non ha lasciato ricordi.

16a

Il tentativo per una nuova via… finito bene.
Un giorno sfogliando una Rivista di Montagna fui catturato dalla fotografia in bianco e nero della parete Sud; e più precisamente dallo stretto canale che da circa metà parete portava sulla cresta e così fino in Cima; e che non ero ancora salito.
Così cicola e ciacola con l’amico Armando, e che era già salito per la normale, quella mattina oltre al materiale d’arrampicata, c’era anche la macchina fotografica 6×6 con il teleobbiettivo.

17aSolo che quel giorno, e dopo la sosta al Rifugio De Gasperi m 1767, scattò la prima fotografia all’apparire del Creton di Culzei 2458 m.

18aCosi più avanti anche la parete Sud del Creton di Culzei con il teleobiettivo per rivivere la nostra salita in cordata di tre; e presente nel blog.

19aUna volta al bivio dei sentieri la stessa parete che salimmo quel giorno.

20a21aLa parete, con il teleobiettivo, che affrontai con Armando, e nella nebbia, nel corso della seconda salita; e presente nel blog.

22aSì; e così anche la fotografia del Gruppo del Creton di Clap Grande 2487 m, che ci stavano aspettando.

Solo che noi eravamo venuti per tentare una via nuova; e che mentalmente avevo provato a tracciare anni prima sull’immagine di una fotografia trovata su una Rivista di Montagna in Sede della XXX Ottobre: e via verso questa possibilità.
Una volta di fronte traversammo in quota i canali detritici alla sua base; e pronti in assetto d’arrampicata attaccai la parete.
Non fu difficile la sua salita per roccia compatta e appigliata; e attraversata da una cengia per far terrazzino e assicurare l’amico; e che subito approfittò per scattare la fotografia sottostante.

23aPer completare il panorama ancora la Forca di Clap Grande m 2330 c., la Torre di Clap Piccolo2462 m; e poco visibile Creta Livia 2440 m, e le due Torri di Pradibosco.

Ripresa la salita, e per assecondare la parete poggiai a destra, e fino a vederla difficile. Non era nel nostro programma affrontarla, anche perché avevo portato solo i soliti due chiodi perché non sì mai; e non mi restò che scendere al terrazzino sulla cengia.

24aLe due spettatrici deluse.

25aLa parte alta della difficile parete che sulla fotografia in bianco e nero vista sulla Rivista, non si evidenziava.

26aIl Creton di Culzei 2458 m.

Così rinunciammo; ma anche decidemmo di percorrere nell’altra direzione l’invitante cengia, e fino a trovare la possibilità di salire in Cima: 7 settembre 1985.

Poi ci saremmo anche ristorati; ma forse Armando volle prima finire il suo servizio fotografico perché poi non fotografò più.

27aIl Creton di Culzei alla nostra altezza.

28aLe Cime che ci stavano aspettando: la Creta Livia, la Torre di Clap Piccolo, la Torre Pesaris e il Creton di Clap Piccolo.

29aPanoramica

30a31aSolo che anch’io desiderai fotografare quelle Montagne; ma anche quelle intorno salite e conosciute.

32aLo stesso vale per le Cime piatte del Creton dell’Arco, la Cima Alta di Riobianco 2400 m, il Monte Siera 2443 m, il Piccolo Siera 2430 m, e la Creta Forata 2462 m.

33aIl Creton dell’Arco 2353 m.

34aOltre il Cadore, le Montagne del Comelico, e dove risalta isolata la Croda Rossa d’Ampezzo.

35aAnche se lontane a chiudere l’orizzonte ancora le Dolomiti: dal Monte Antelao alle Tre Cime di Lavaredo in parte coperte dalla Cresta Carnica.

La facile discesa non ha lasciato ricordi.

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