Alpinismo sulle Crete di Pala Secca

Trieste 1 marzo 2017

La Pala del Laris 1906 m

Un giorno del mese d’agosto, decisi che era giunto il momento d’iniziare l’esplorazione delle Crete di Palasecca; e iniziando proprio dalla quota più elevata 1906 m IGM, e come riportato sulla tavoletta in bianco e nero in mio possesso, e che riporta il nome Pale del Laris; e invogliato perché sulla guida Alpi Carniche vol. I; di queste sembra non interessare nessuno; tanto che sulle Riviste d’Alpinismo Regionale non erano mai citate.

Così in una bellissima mattina posteggiai la macchina sulla strada bianca di Pra di Lunze; solo che non mi ricordo se c’era già l’attendamento di un’Associazione di Roma per sole giovani ragazze, e che si appoggiava al Locale Ristoro in essere perché prossimo alla strada bianca dove inizia il sentiero per il Monte Sernio; per l’appunto.

01 Gr Mte Sernio02 Cresta di PalaseccaPer quel giorno solo fino al largo canalone conosciuto; e che dovrò rimontarlo per raggiungere la Sella di Pra Daneit 1720 m, e a seguire la Cresta Nord per poi scendere in versante Est per rimontare prima i non difficili salti di parete e a seguire per facili canalini che portano in Cima.

03 Sella di Pra Daneit04 Torre Daneit di Pra DaneitCosì, e senza darmi furia, un poco per de qua e un poco per de la passando sotto la Torre di Pra Daneit 1850 m; e così fino all’inizio del ripido canale che porta alla Sella di Pra Daneit m 1720. – Orpo! Sì; perché ingombra di mughi, e con fatica la raggiunsi metro più metro meno.

05 Pale del LarisCosì anche tutt’intorno fitti e rigogliosi che formavano un’impenetrabile barriera.
Sì e no; e ricordandomi quanto letto sulla Guida, mi tentò la salita della Torre di Pra Daneit, e per un corto canale intravisto prima in salita; e rinunciando la Pale del Laris.

06 quota n1881 IGMSì; e non persi tempo nella corta discesa; e dallo sbocco iniziai a rimontarlo anche se ostacolato da fitti alberelli di latifoglie; e una volta fuori a seguire un pianoro dalla mugheta ancora bassa.
Così fotografai la quasi piatta Cresta quotata 1883 IGM; e che desiderai salirla prima di tentare la Torre; e via veloce.
Solo un tratto perché questa è difesa da uno spacco circolare dovuto allo smottamento a valle della Cima? Certo che mi preoccupai; e così cercai il punto giusto per valicarlo; e oltre e in leggera salita sul punto giusto perché la sua superficie continua restringendosi tanto da formare un tagliente, e dove nell’angolo finale c’era un buco circolare di circa cinque centimetri di diametro: 10 agosto 1994.

07 dalla CimaOrmai scarico, e giudicato difficile approccio, mi convinsi che non era il caso di tentare la salita alla Torre; e confortato anche dallo spettacolo di Cime e pareti che mi circondavano.

08 Pala del LarisCosì prestai la mia attenzione alla Pale del Laris, e alla sottostante Cresta Nord per individuare un altro possibile passaggio oltre a quello per la Sella di Pra Daneit.

09 verso la Val GlagnòIl vallone senza nome che scende verso la Val Glagnò.

10 particolariLa caratteristica base della parete incombente.

11 Mte SernioLa Cima del Monte Sernio 2187 m.

12 Pra di LunzeIl Pra di Lunze in quella calda giornata d’agosto.

13 Creta di PalaseccaPanoramica con la parte occidentale della Cresta di Pala Secca.

Confortato dal nuovo impegno propostomi, iniziai la discesa che non ha lasciato ricordi.

14 merritavaSì, ma anche contento per la nuova esperienza vissuta; maritava.

15 piantinaPiantina

Ritorno sulla quota 1883 IGM

Per le Festività dei primi giorni di novembre il mio amico Valerio Coslovich desiderava fare una Gita in Montagna; e non persi certo quell’occasione per ritornare sulla quota 1883 m; e se del caso anche cercare altre possibilità d’approccio alla Pale del Laris.
Solo che al nostro arrivo vedemmo tutta la Montagna intanfanada, e dove si muovevano solo lembi vaporosi.
Sì; una vera giornata novembrina; ma per nostra fortuna non pioveva; e con la speranza di trovare il mio percorso forse anche asciutto, accelerammo l’andatura.
In un certo punto, e oltre il bordo del sentiero, facevano mostra di se i Chantarellus Cibarius o Gallinaccio; e che ci promettemmo di raccogliere nel ritorno.
Stretta al cuore; perché una volta nel largo canale detritico di Sella di Pra Daneit più avanti non si vedeva niente; ma noi proseguimmo lo stesso un poco per de qua e un poco per de la e fino al canale d’accesso per la quota in programma; e asciutto!
Solo che per superare il tratto ingombro di latifoglie facemmo la doccia; e via per la bassa mugheta impregnata d’acqua, e per il percorso conosciuto, e oltre lo spacco, raggiungemmo la caratteristica quota 1883 metri: 1 novembre 1994.

16 Ogrisi TullioLassù perdemmo solo il tempo per ristorarci, e per sola fotografia che l’amico desiderò farmi non trovando la possibilità d’usare l’autoscatto.
In discesa, e perdendo quota, aumento la luce e la visibilità; e una volta sul sentiero prestammo attenzione per non mancare il tratto con i funghi; e ne raccogliemmo anche un buon peso per ricompensare la mesta giornata.

Un giorno su una pubblicazione Turistica Regionale trovata nella nostra Sede della XXX Ottobre, c’era la fotografia della zona d’Arta Terme, e in controluce, e sullo sfondo i Monti che la chiudono a Est.
- Orpo!  Sì; perché alla fine della Cresta Nord c’è ben visibile un intaglio che la delimita dalle Pale del Laris.

17 panoramicaNon stavo nella pelle; e così in un giorno d’autunno, e con Heydi, andammo a fare una Gita solo fotografica a Pra di Lunze, e la bella giornata autunnale ci dette una mano.
Sì; e per verificarlo non mi restava che ritornare sotto la Torre di Pra Daneit, e poi traversare sottostante la Cresta Nord puntandolo l’angolo d’incontro con le Pale del Laris.

Così quella mattina stavo percorrendo il sentiero conosciuto, e ormai prossimo a scendere alla Casera di Palasecca di Mezzo, quando notai sul crinale del calpestio che tirava dritto in salita.
Sì e no; e lo rimontai fino a che delimitava un prato rettangolare alla mia destra; e dove la traccia si esauriva.
Solo che dovevo traversarlo per scendere in un possibile canalone sottostante pareti verticali.
Niente, non volevo calpestare quell’erba intatta; e ripresi la salita anche se la traccia non c’era più.

18  quote e pareti sconosciute19   quote e pareti sconosciutePoi man mano il crinale divenne roccioso e invaso da vegetazione varia, e per passare dovevo spezzare i rami, e così anche per superare una breve parete che richiese attenzione.
Poco avanti ancora un’altra, ma più alta. Solo che su questa non riuscivo a spezzare tutti i rami, e quelli spezzati mi ferivano le braccia; niente.
Tornato sotto la parete, non mi restò che provare a passare per un buco che avevo notato a destra allo stesso livello.
Solo che prima d’infilarmi gridai per far fuggire qualche possibile animale; e carponi m’infilai la dentro, e fino a uscire in una depressione erbosa sottostante la Cresta Nord; e anche intravidi alla sua fine l’entrata del canale visto sulla pubblicazione; e fotografato nella Gita con Heydi.
Intanto il cielo si era coperto da nuvole minacciose che promettevano pioggia.
Niente; ero stanco, e quanto prefissatomi era stato fatto, anche se non avevo accertato il passaggio.
Così iniziai il traverso in direzione della Torre per imboccare il canale detritico conosciuto.
Solo un tratto perché sulla sottostante mugheta risaltava un corridoio di sfasciumi; e giusto in tempo perché iniziò a piovere.
Poca cosa, e breve durata; e una volta a Pra di Lunze il terreno era già asciutto.