Sulle Crete di Palasecca d’inverno

Trieste, 1 novembre 2016

… era la giornata giusta; e scendendo tranquillo anche accarezzando la possibilità di salire il Monte Palavierte d’inverno, e per quell’itinerario ben pulito dai mughi che stavo calpestando.

Solo che avevo fatto i conti senza l’oste perché quella mattina, sul tratto ripido della strada per il Pra di Lunze, e dopo i primi tornanti, c’era il ghiaccio, e non era stata facile poi fare la conversione in uno slargo per poi scendere fino a trovare verso valle lo spazio giusto sul bordo della strada per posteggiare la mia Fiat 500; e in quel tratto anche ripida.
Strada facendo a piedi, anche osservavo il punto dove abbandonarla perché più conveniente affrontare il ripido pendio per incrociare in alto il sentiero di Sella Dagna m 1020.
La strada dopo una serie di curve continuava dritta in salita?
Sì, e no; e via per il ripido versante innevato che arrivava alle ginocchia.
Sì; e avevo calcolato giusto perché una volta valicata la cresta, in discesa incrociai l’abbassamento della neve del detto sentiero, e prestando attenzione anche quello ben visibile per il Monte Palavierte perché appena pulito a fine stagione dal verde infestante.

pv01 Cuel de FurSosta e fotografia del Ricovero dei Cacciatori al Cuel di Fur.

Il Ricovero e posto proprio in una radura sottostante la prima Quota della frastagliata Cresta Sud del Monte Palavierte, e che il sentiero l’aggira con il lungo traverso verso Est. Solo che sulla piatta radura non trovai l’abbassamento sulla neve del sentiero, e trovai invece scarse tracce sul primo tratto ripido alla base della Cresta.
Così mi consigliai di stare attento anche perché già fatto in discesa e senza neve; e via.
Dopo un tratto in quota c’era un rilievo roccioso che interrompe la pendenza del pendio.
Ferma tutto perché stavo per aggirarlo alla sua base…
Niente; e così rimontai il pendio sul ripido e con affioramenti rocciosi.

pv02 nella strettoiaCosì un poco per de qua e un poco per de la aggirandogli in salita, e la sopra c’era l’abbassamento della neve, e a seguire un passaggio nella roccia che immette in uno spacco a corridoio nella parete.

pv03 eccolaDall’interno verso l’entrata.

Sì; e anche sorpreso perché la prima volta in discesa traversandolo in controluce e senza la neve non m’accorsi del caratteristico passaggio.

pv04 Cuel MauronUna volta uscito la traccia perde quota, ed io impaziente aspettavo di vedere le Montagne e l’innevamento; e così fino sull’ultima dorsale che la riprende per entrare nell’alto Vallone chiuso tra il Monte Palavierte, e dai rilievi saliti e raccontati nel mio blog per salire il Cuel Mauron 1814 m più alto per 29 m.

pv05 la parte centraleLa parte centrale dell’estesa parete che delimita il detto Vallone.

pv06 spettacoloMan mano salendo e di lato tra gli alberi spogli la vista d’ardite strutture rocciose a guardia.

pv07 la quota 1754 mLa tormentata e alta parete della quota 1754 m.

pv08 la parte centraleCammina e cammina, e il primo sole aveva raggiunto la parete centrale.

Sì, e le frequenti soste per fotografare mi servivano anche per prendere fiato.

pv09 le pareti a difesa del Cuel MauronLa successiva anche per fotografare le strutture rocciose a difesa del Cuel Mauron.

pv10 l'ampio vallone finaleCosì e senza rendermene conto anche se il bosco era meno folto, avevo raggiunto la testata quasi livellata dell’ampio Vallone cosparsa da massi di varie dimensioni.
Solo che il Monte Palavierte si trova sul lato più esterno del Gruppo e pertanto il percorso è più lungo e in salita.

pv11 cresta del PalavierteSì, e qualche bollo rosso m’invitò subito a prendere quota puntando a delle strutture rocciose che non raggiunsi perché un altro bollo mi segnalò di traversarle la sotto.

pv12 prendendo quotapv13 Cuel MauronCosì, e dopo la faticosa traversata in salita, una pausa, e ancora la fotografia dell’intaglio che dal basso sembra anche ampio; e la struttura del Cuel Mauron da toccare con mano; e via.

pv14 ghe semoCosì ripresi il traverso puntando le strutture rocciose conosciute allo sbocco del canalone.

pv15 quanto fatopv16 el porta in CimaUna volta nello slargo innevato che introduce nel canalone, ancora un ricordo per quanto fatto e con fatica; e quello che dovrò rimontare.
Solo che più avanti, e nell’ombra scura, la neve era gelata, e così anche il fondo ghiacciato.
- Orpo!  Il tempo per mettere i ramponi, e via fino al vero inizio del canalone ben pulito dai mughi e dove il sole in quella stagione arriva e non arriva. Così in quel tratto della salita non trovai ostacoli per il ghiaccio, mentre la neve compattata mi dava sicurezza.

pv17 24 dicembre 1992Non così nella parte centrale del percorso perché in alcuni passaggi il fondo era coperto di ghiaccio vivo, e perso per perso anche aiutandomi con i rami dei mughi per una maggiore sicurezza.
Più avanti e con il sole tutto diventò facile e fino in Cima: 24 dicembre 1992.

Il tempo per una frugale sosta ristoratrice e iniziai il giro di fotografie.

pv18 Sernio-GrauzariaIl Monte Sernio ed il Gruppo della Creta Grauzaria

pv19 Cuc dal BorIl Gruppo del Čuc dal Bôr

pv20 Cuel MauronIl Cuel Mauron

pv21 verso le Prealpi GiulieVerso le Prealpi Giulie

pv22 verso la pianuraVerso la pianura

pv23 verso le DolomitiVerso le Dolomiti

pv24 quota 1754 mLa sconosciuta Quota 1754 m

pv25  forsi un giorno...La stessa quota dalla prima parte della discesa… e forse un giorno.

pv26 piantinaPiantina

Poi via la macchina fotografica per non rallentare la lunga discesa che non ha lasciato ricordi.

Ricordo invece che sono con tutta la mia famiglia davanti il Presepio e all’Albero nell’attesa della Mezzanotte a completare quella giornata indimenticabile.
Solo che quel ricordo mi tentò anche per la possibile salita del Cuel Mauron 1814 m; e sopratutto contando sul percorso tracciato che mi avrebbe facilitato l’approccio.
Sì; ma per non rischiare sul passaggio chiave almeno con un compagno.

Il caso aveva voluto che in quella stagione estiva avessi incontrato nella nostra Palestra della Napoleonica un giovine ancora studente che s’allenava solitario; e nelle pause cicola e ciacola ci conoscemmo. Sì; e anche il suo papà arrampicava…
Si chiama Violin, e indossava o esponeva sempre qualcosa di color viola, mi confidò.
Il fatto che mi sia ricordato di lui era già una promessa; solo che dovevo telefonargli.
Probabilmente nell’elenco c’era un unico Violin; e cicola e ciacola alla fine ci mettemmo d’accordo per il giorno 28.

La salita

In quei pochi giorni nulla era cambiato sulla Montagna, e così posteggiai la mia datata Fiat 500 nello stesso punto; e sulle orme ghiacciate rimontammo il ripido pendio, e fino ad incrociare quelle in quota; e con gran gioia dell’amico senza le racchette da sci, e non preparato per l’impresa.

pv27 sulla mia tracciaSì, e tanta che vista la mia macchina fotografica a tracolla desiderò fotografarmi sulla traccia.

pv28 Cuel de FurInvece nella sosta al Ricovero dei Cacciatori, levò dal sacco la sua, e ancora con pochi scatti si scusò.

Sufficienti perché l’altra volta abbondai, e nella mia c’era lo stesso rollino.

pv29  nell'intaglioIl passaggio nello spacco.

pv30 xe fadigaCammina e cammina, e una volta usciti dal bosco sul ripido pendio la mia traccia s’era livellata; e su quella appena lasciata l’amico faceva fatica a procedere.

pv31 qua xe meioCosì, e senza darci furia montammo sulla testata quasi livellata del Vallone scarso di neve; e dove intuivamo la traccia del sentiero dando all’amico il passo giusto per riprendersi.

pv32 per ricordarseCosì contraccambiò fotografandomi sul rilievo erboso roccioso esterno alla traccia del sentiero.

pv33 quanto fattoSolo che più avanti dovemmo abbandonarla per continuare dritti puntando il ripido pendio per raggiungere l’intaglio conosciuto.

pv34 l'intaglioPer una migliore lettura la veduta dell’intaglio con il Cuel Mauron.

pv35 M.te Sernio e C. GrauzariaDall’intaglio il Monte Sernio e la Creta Grauzaria.

pv36 inizio della salitaNoi evitammo d’avventurarci per l’invitante pendio nevoso; e una volta calzati i ramponi e aggirato il tratto che sapevamo invaso dai mughi, volgemmo alla cresta conosciuta.

pv37 la neve tienSulla neve compattata della cresta procedevo veloce e calcando le mie tracce per favorire il procedere lento del giovine amico, e così fino a che riconobbi il punto per scendere; e una volta riuniti scendemmo con attenzione sulla stretta cengia che ci portò alla base della liscia parete.
Solo che la sotto, e mentre levavo la corda dal sacco, lui si offrì da farla da primo; e una volta confermatolo, gli passai il capo della corda perché si legasse, e via.

pv38 no xe facile el traversoSì; e in stile Napoleonica superò il tratto di parete difficile per poi traversare sulla stretta cengia a rampa coperta di neve compattata fino a rimontare l’altra in salita.
Solo che non vedendolo ci tenemmo informati a voce; e d’abbandonarla per rimontare il canalino che porta sulla cresta; e fino a Tullio vien per informarmi che aveva trovato un terrazzino per farmi sicura.
Una volta riuniti solo il tempo per commentare il passaggio; e per non perderne altro, restammo legati fino in Cima: 28 dicembre 1992.

pv39 28.12 1992  Violinpv40 ciapime ben

Solo le due fotografie perché avevamo ancora pochi scatti di pellicola; e scendemmo veloci fino a terrazzino utilizzato sopra le rampe; e come da lui desiderato io scenderò per primo: – Tien ben che vado.

pv41 primo tratto della rampaSulla rampa superiore con lo sfondo della Val Glagnò.

Così, e come in salita con le mani sulla roccia e i piedi nelle tacche prestando scesi alla sosta assicurandomi ai rami dei mughi per fargli sicura; e lo stesso vale anche per la discesa del giovine amico.
Una volta riuniti perdemmo solo il tempo per mettere la corda e la feraza nel sacco; e via in salita sulla nostra traccia e presto in cresta e al sole.

pv42 la se fataLassù si sprofondava nella neve; e così ognuno si scelse la sua discesa; e una volta nell’intaglio anche attesi il suo arrivo giustificato dalla stanchezza.

pv43 il primo ristoroSolo che non ci andava di sostare nella neve; e riprendemmo subito la discesa puntando in basso dei macigni al sole.
Sì; e l’amico felice dell’impresa desiderò anche fotografarmi.

pv45 l'intagliopv45 tracciatopv46 piantina