La Croda Ultima del Leone

Trieste, 1 agosto 2016

In quelli anni avevo letto sulla nostra Rivista Le Alpi Venete il racconto di Vincenzo Altamura della sua salita su questa Montagna; e completato dalla sola fotografia della parete.
Sì; e anche se quest’ultima non era tanto leggibile, fu sufficiente a farmi prometterle di salirla una volta pubblicata la relazione.
Non mi diedi furia; e la trovai riportata nella nuova pubblicazione della IV Edizione del 1982 Dolomiti Orientali – Volume Secondo – C.A.I. – T.C.I.
Non persi tempo; e un giorno cicola e ciacola con l’amico Armando Cossutta la mettemmo in programma perché nelle nostre possibilità; solo che all’inizio di stagione c’era il problema dell’innevamento.

C01 panoramica coloriNiente; e mettemmo in programma la salita della più bassa Cima Stalla 2100 m per meglio conoscere quelle Crode.

Quella mattina posteggiammo l’automobile sul piano della Val Merluzzo, e oltre il posteggio per il Rifugio Pordenone, per proseguire a piedi.
Poca cosa perché trovammo subito il sentiero con il bollo rosso per la Val Monfalcon di Cimoliana.

C02 - CopiaPrendendo quota a chiudere la Valle le Cime del Lavinal 2063 m, ed a far da sentinella la Cima Urtisel Ovest 2264 m.

C03 - CopiaA chiudere il panorama ed incombente, la Cima Stalla ancora con la vasta parete nell’ombra scura; ma lo stesso vedemmo lo spacco giallo (la stalla per i camosci) a giustificarne il nome.

C04 - CopiaPiù avanti, ed oltre la Valle d’arrivo, il Col Meluzzo 1862 m, sovrastato dalla Cima Sboada 1996 m, e con dietro le Cime Postegae 2346 m; e di lato distaccato il Campanile Gambet 2025 m.

C05 - Copia

Intanto avevamo aggirato la parete; e diradatasi la vegetazione finalmente la vedemmo.
Sì; sembrava difficile, e proseguimmo aspettavamo di vedere un tratto poggiato per attaccarla.

C06 ArmandoIniziammo la salita per un invitante slargo tra i mughi; e più sopra un poco per de qua e un poco per de la alternando brevi salti di parete e cenge di sfasciumi anche innevate tra questi.

C07 - CopiaSolo che questo andare, altre che faticoso, ci portò a sinistra, e a segnalarselo c’era tutto a destra, ed oltre questo tratto misto, un canalino innevato al sole che puntava in alto forse la Cima.
- Orpo! Sì e no; e rinunciammo.
Così a ritroso fino ad un belvedere al sole; e per fotografare.

C08 - CopiaMonfalcon di Montanaia 2548 m

La più elevata del Gruppo Spalti di Toro e Monfalconi.

C09 - CopiaMonfalcon di Montanaia

C10 - CopiaCroda Cimoliana 2408 m

C11 - CopiaPanoramica delle Cime

C12Il Cadinut di Cimoliana

C13Cima Meluzzo 2188 m

C14  Cima StallaPanoramica

Pertanto sosta lunga; e discendemmo con un bottino di fotografie.

Ritornammo impazienti il mese successivo; ma per tentare la salita della Croda Ultima del Leone.
Solo che quella mattina trovammo le Montagne intanfanade; e così, e senza perder tempo, sacchi in spalla non ci restò che incamminarci per la strada bianca, e a seguire a sinistra il sentiero che puntava la Valle Cimoliana nascosta dalla nebbia.
Pertanto più avanti nessuna fotografia della Cima Stalla e di quelle intorno, e senza darci furia.

C15 particolariRiprendemmo la salita per questo che dopo un tratto ripido tende a poggiare sotto incombenti pareti in parte libere dalle nuvole chiare; e più sopra che coprono le montagne dove si evidenziano minacciose strutture e pinnacoli, e fino all’altezza della nostra Croda.

C16 Creata e Croda Ultima del LeoneOrpo! Sì, perché quello che vedemmo a lato non era il massimo anche se le fotografie non lo danno a vedere; e non bastava il ricordo della fotografia vista sulle Alpi Venete per tentare la salita.

C17Cicola e ciacola; e intanto le nuvole nel loro lento progredire s’erano alzate scoprendo la base della Croda ricamata da residui di neve; e giusto quel tanto perché vedessimo una possibile via di salita.
Sì; perché sul vasto ghiaione di fronte risaltava sulla sua superficie una fascia detritica indipendente che man mano arcuandosi e restringendosi, andava per conto suo puntando la base della parete appena visibile dove s’intravedeva oscuro un possibile canale dove originava.
Non ci pensammo due volte; e speranzosi la rimontammo fino alla base della parete solcata da uno stretto canale ancora innevato dove s’origina.
L’ambiente con la scarsa luce non era il massimo; ma lo stesso accettammo l’invito, e procederemo a brevi tirate di corda.

C18 canale camino inizialeIl tempo di metterci in cordata e rimontai il canale innevato e fino al restringimento dove aspettai l’amico.

C19 prometi benUna volta riuniti passai oltre, e rimontai dei massi incastrati fino sotto l’ostruzione a tetto dove per sicurezza aspettai Armando.

C20 no xe dificile- Tien ben che vado.
Fortuna volle che su quelle pareti umide non mancavano gli appigli per i piedi che mi facilitarono il suo superamento.

C21 te gavevi ragionIl canale continuava sempre stretto con il fondo di mobile detritico; e al primo incavo della parete feci terrazzino per assicurare l’amico.

C22 uscita caminoPiù avanti il canale s’allarga a imbuto; e proseguimmo a sinistra fino ad una cengia che dopo pochi metri termina nel vuoto.

C23 le09 Cima StallaC24 verso Cima StallaC25 verso Cima StallaVerso la Cima Stalla

Sì; e avevamo deciso giusto perché dall’altro lato la cengia riprende sovrastata da strutture di roccia difficile e friabile.
Solo che la cengia raggiunta è anche un belvedere sul Cadinut di Cimoliana; e tanto che decidemmo la sosta fotografica rimandando per dove riprendere la salita.

C26 verso Croda CimolianaPrima del Cadinut verso la sola Croda Cimoliana 2406 m, essendo coperto dalla nuvolaglia il Monfalcon di Forni 2453 m, il più elevato del Gruppo.

C27 il Cadinut di  CimolianaIl Cadinut di Cimoliana

C28 Cima d'Arade e Forc. FerrucciLa Cima d’Arade 2503 m, e la Forcella Ferrucci m 2310

C29 P.ta Mantica Cima d'Arade e Punta KoegelLa Punta Mantica 2500 m, la Cima d’Arade2503 m, e la Punta Koegel 2330 m

C30 panoramicaPanoramica

C31 panoramicaPanoramica

La visibilità non era il massimo; e per fotografare le Montagne che contornano il Cadinut dovemmo assecondare il movimento delle nuvole, e nei momenti favorevoli anche fotografare le pareti incombenti della Cresta del Leone dove dovremmo riprendere la salita.
Solo che per lo scherzo ottico di sovrapposizione sembrano la loro continuazione; e che mi ha creato confusione nello stendere il mio Blog.

C32  la parete finaleSì; e la sotto risaltava ancora una macchia di neve; e a lato una serie di pilastri e pareti difficili dove la cengia restringendosi continuava con vari saliscendi.

C33 particolari della pareteA completare l’immagine la cresta arricchita da un monolito.

Nella lunga sosta, e per quanto visto, decidemmo d’andare a vedere le scanalature della parete con sottostante l’unico residuo di neve che ci faceva l’occhialino.
Volle andare per primo Armando per continuare il suo servizio fotografico, e anche per districare la corda percorrendo la cengia.

C34 traverso sulla cengiaLa prima parte della cengia percorsa.

- Tullio, vien. Sì; ma non fu proprio una passeggiata sul ripido e mobile detrito.

C35 sotto il caminoArmando sotto le scanalature.

Una volta riuniti andai a vedere la prima scanalatura ben presto chiusa da strapiombi: niente.
La seconda era fattibile; solo con l’inizio difficile e che dovrò aggirare sulla destra.

C36 ciapime ben- Tien ben che vado.

Un paio d’innalzamenti; e traversai la parete liscia e sbrecciata sopra le difficoltà fino nella scanalatura che man mano s’allarga a gradinata fino ad un’altra a cengia sottostante l’ultima parete verticale e difficile.
Poi osservando bene la cengia intravidi più avanti la possibilità di salirla.
- Armando vien che semo fora.
Sì, anche per avvisare l’amico che le difficoltà erano finite.
Così, e senza darsi furia, sbucò dalla scanalatura raggiungendomi sulla cengia.
Sì; e per non perdere tempo restammo legati, e rientrammo verso il centro della parete cercando per dove rimontarla.

C37 particolareCosi anche vedemmo la struttura rocciosa dell’immagine sopra riportata.

Più avanti seguimmo a destra un canalino obliquo fino sulla cresta quasi piatta coperta da medio piccolo detrito; e che si dilungava verso Est prendendo quota, e dove nella nebbia risaltava una Cima; mentre a sud-Ovest perdeva quota nella nebbia?

C38 Rami di BricaIntanto Armando aveva fotografo nell’altro versante senza nebbia il Campanile Gambet 2025 m.
Sì, la nostra situazione non era il massimo anche perché sul primo tratto di cresta s’intuiva un possibile intaglio.

C39  20 giugno 1982Così, e senza slegarci, ci accontentammo della quota raggiunta: 20 giugno 1982.

Sosta, le foto ricordo, e nelle schiarite quelle dei Monti intorno.

C40 Campanile Gambet 2025 mPanoramica con il Campanile Gambet e con altre luci.

C41 verso Val MeluzzoVerso la Val Merluzzo con in primo piano la Cima Stalla in parte coperta dalla nuvolaglia.

C42 Gruppo  PramaggiorePanoramica del Gruppo del Pramaggiore

C43  A. CossuttaC44  T. OgrisiC45  C. dei PecoliLe Cime Barbe 2303 m, Porton di Monfalcon, dei Pecoli 2352 e Urtisiel Ovest 2264 m.

C46 Cime sconosciutePanoramica… di Cime sconosciute.

Finito il servizio fotografico si presentò il problema della discesa, anche perché non sapevamo in che punto della Cresta eravamo usciti; e con la Montagna intanfanada tanto valeva scendere per la cresta raggiunta tanto eravamo sempre legati; e via.
Man mano scendendo la cresta accentuò la pendenza lasciando a destra la diramazione frastagliata e friabile con la Cima Stalla.
Sulla nostra invece gli appigli anche se scarsi, erano sicuri, e così fino a trovarci in un canale quasi piatto.
Non ci pensammo due volte; e continuammo per questo anche se il suo sbocco non era ben definito, ma più avanti sufficiente per farmi esclamare: – La Forcella della Salvezza.

C47 Crode BiancheSì; ma non una Forcella, perché una volta allo sbocco vedemmo, anche se nella nebbia, uno slargo di sfasciumi delimitato da un caos di strutture rocciose in disfacimento; e la sagoma di una Montagna?
Nella foschia La Cima Bianca 2175 m.

C48 Crode BiancheCerto, non era il massimo, ma confidando in un possibile canale d’uscita riprendemmo la discesa per i rivoli di sfasciumi fino a vederlo. – Xe fata!

C49 no resta altroCosì, e senza darci furia, puntammo al suo imbocco; e con di fronte il Campanile Gambet a salutarci.

C50 particolariRiprendemmo la discesa senza darci furia sottostanti pareti verticali.

C51 no par veroLo sbocco del canale.

C52 ancora un poco de fiàArmando forse nell’ultima pausa.

C53 tracciatoTracciati