Con gli entusiasti colleghi d’ufficio diventati amici

Trieste, 1 settembre 2015

Terminati i giorni di Ferie, ed ormai prossimi alle Festività dei primi giorni di novembre che garantiva ancora belle giornate, e con la possibilità di fare ancora qualche bella Gita, per gli amici e colleghi d’ufficio restava il Contratto di Lavoro; e fatto i calcoli e considerato 1 novembre Festivo, il 2 semifestivo e il 3 Festa del Nostro Patrono della città San Giusto, recuperando un’altra semifestività, si avevano tre giorni Festivi.
Così, e cicola e ciacola formammo un gruppo di cinque; e a me il compito della Meta e il pernottamento che ci desse la possibilità di salire due Montagne.
Così non mi restò che trovare tra le mie Guide un Ricovero per la notte con la possibilità di fare anche due salite.
Non subito; ma sfoglia e sfoglia… il caso ha voluto che il giorno 29 luglio di quell’anno, e con Luciano Grio, nella giornata salimmo il Monte Coglians per la Ferrata Nord, e in discesa la sosta al Rifugio Marinelli in versante Sud; e mi sembra di ricordare che alla mia richiesta, i Gestori risposero che il locale invernale è sempre aperto; e andando a controllare.

gk01 M. Coglians e C. Cjanevate

- Orpo! Sì; e un giorno il Monte Coglians ed il secondo la Creta da Cjanavate.

gk02 Mti Canale e CapolagoGiornata bella e fresca che ci garantiva la stabilità atmosferica; e sulle Cime dei Monti la neve come previsto, e pertanto noi ben attrezzati.
Posteggiate le due auto sotto il Rifugio Edoardo Tolazzi m 1350 perché Fulvio e Marino ritorneranno nella giornata a Trieste, e per dosare le forze, seguimmo la strada bianca chiusa alle auto dei turisti per il Rifugio Giovanni e Olinto Marinelli m 2111.
Non cambiava il programma; ma non dovevamo prenderla comoda anche perché è sempre un buon dislivello, e le giornate sono corte.
Una volta in Rifugio perdemmo solo il tempo per alleggerire il carico nel locale invernale; e via.
Sì, e anche veloci e con solo alcune pause per fotografare le Montagne in programma.

gk03 C da CjanevateLa Creta e la Torre da Cjanevate in programma per il giorno successivo; e che gli amici stentavano a credere la sua possibile salita anche se gli avevo informati che l’altro versante, anche se ripido, e tutto erboso; e a seguire il crinale che è più regolare e fino alla Creta di Collina che è coperta; poi, condizioni permettendo, restava ancora la cresta rocciosa con alcuni passaggi che richiedono attenzione.

gk04 approccioIl Monte Coglians 2780 m e l’Anticime Est 2710 m, e il poco conosciuto Coston di Stella 2607 m.

Più avanti, e anche se distratti dal panorama, gli amici notarono il passaggio dalle rocce scure a quelle chiare anche se meno evidenti sul pianoro ghiaioso alimentato da alcuni canali, e che la traccia porta verso sinistra in uno di questi, e dove qualcuno già rallentava.

gk05 ghe volevagk06 se fà sul serioCosì continuammo un poco per la traccia che costava fatica, e un poco sulla neve dove il calpestio aiutava a procedere, e alternando sempre più frequenti pause, fino e dove decidemmo di salire le facili rocce a lato.

gk07 anche tropogk08 un poco de fiàgk09 idemPoi cercando i passaggi facili un poco per de qua e un poco per de la alla cresta innevata che raggiungeranno distanziati.

gk10 sulla crestaCosì raggiunsi veloce la Croce della Cima, e giusto in tempo per l’arrivo di Mario Grio, e man mano Luciano Grio, Marino Krecic, Fulvio Lakovig: 2 Novembre 1978.

gk11 verso la Carniagk12 verso l''Austriagk13 con corniceRaccomandata la sosta breve, occupai quel tempo alle fotografie tanto da tenere il sacco sulle spalle.

gk14 2 novembre 1978Solo che gli amici vollero scattarmi una a me.

Restava la lunga discesa, e sulla parete con attenzione; e da dove appena conveniente passammo sulla neve.

gk15 che bel sula neveSu quella neve ormai compattata la discesa fu un gioco; e proprio ci voleva perché su questa le nostre ombre erano allungate.

gk16 tracciatoSolo che la luce diminuiva veloce destando preoccupazione ai due che devono tornare a Trieste.

gk17 gioghi de luci- Orpo! Sì; e potemmo vedere la causa oltre l’abbassamento della cresta del Coston di Stella.
Non era il massimo, e i due non erano tranquilli; e volevano arrivare all’auto quanto prima.
Sì; c’era la possibilità, ma solo per averla letta o vista sulla piantina: – … e in un certo punto voi continuate a scendere per il vallone fino a trovare il sentiero che porta ad incrociare la strada bianca.
Arrivati in quel punto, e con più luce perché l’immagine precedente è falsata dal controluce, proseguirono dritti, e auguri.

gk18 più tardiRosso di sera bel tempo si spera; e che ai due sia andato tutto bene.

La mattina non ci demmo furia perché l’aria fredda non era stata mitigata dal sole a tratti coperto da nuvoli; e così nell’attesa mettemmo in ordine il locale invernale per non farlo nel ritorno.

gk19 aspettando il soleIntanto la luce del sole montante era arrivata sul tratto ripido del vallone che dobbiamo scendere; ed era il segnale per iniziare la discesa, e senza darci furia per goderci il suo calore.

gk20 Vallone CjanevateIn basso le serpentine finiscono sul vasto pianoro erboso che perde quota man mano scendendo, e dove ognuno lo scese per conto suo, e tanto che poi dovemmo cercare la traccia o sentiero per entrare nel Vallone della Cjanevate canzonandoci a vicenda anche perché per quel versante non ero mai salito.

gk21 M. Coglians e C. Cjanevate- Orpo! Sì perché trovammo il sentiero rifatto che abbondava di segni rossi e funi metalliche?
Solo che più avanti rimontava un crinale anche erboso puntando un caminetto sulla parete SO della Creta di Collina; e per questo uscimmo già alti sul pendio erboso a me conosciuto che porta in Cima.

gk22 verso le GiulieSosta per commentare l’inaspettato tratto superato, e con vista sulle Alpi Giulie.

gk23 sui ripidi verdiRiprendemmo la salita per quei ripidi verdi, ma più lentamente perché non assorbita la fatica del primo giorno; e a peggiorare c’era la neve.

gk24 quàIl pendio si fa meno ripido e coperto da detriti; ancora un tratto per rocce facili e neve alla rocciosa Cima 2689 m, e rovinata da uno scavo circolare: 3 novembre 1978.

gk25 quela xe la Cima

I due sono stanchi, e non ambiscono alla Cima da Cjanevate ancora lontana.
Niente; e gli avvisai che per intanto vado a veder.

gk26 provo andarAggirai allora il rilievo incombente e dove vidi continuare la Cresta arrotondata fino in Cima. Non ci pensai due volte, e la puntai veloce affrontando la neve che mi dava più garanzia della roccia e …

gk27 no se tempoLa vera Cima mi stava di fronte e più alta; e ancora lontana.
– Orpo! Sì; anche perché non c’ero mai stato.

gk28 femo qua la CimaPoi la solita vocina smorzò il mio impeto che sarà per un’altra volta; e scesi dagli amici a fare la sosta in sana allegria.

La veloce discesa non ha lasciato ricordi, e così e fino ai tornati sottostanti il Rifugio che rallentarono il nostro passo.

gk29 meritavaVi arrivammo prima del sole prossimo al tramonto: e a farci i complimenti ancora bene illuminata la Creta da Cjanevate. Tanto tornerò.

Trascorso un anno, e negli stessi giorni di novembre posteggiammo nelle prime ore del dopopranzo nella frazione di Pradis m 477, e poi per il ripido percorso non segnalato ad incrociare la Mulattiera del Rio Alba, e fino alla Malga Vualt m 1168, e dove inizia il sentiero per il Bivacco Giuseppe Bianchi m 1712, e base ideale per salire il Čuc dal Bôr 2195 m, per l’appunto.
Intanto le grosse nuvole vaporose formatesi si stavano adagiando pigramente a coprire le Montagne avvertendoci che potrebbe anche piovere; e a noi non restò che accelerare l’andatura considerando la sua vicinanza.
Non mi ricordo se arrivammo al Bivacco prima della pioggia; ma sì che qualche goccia la prendemmo.
Solo che sarà stata solo una minaccia, e tanto che nel dopo cena uscimmo perché l’erba era quasi asciutta; e spontaneamente intonammo cori alpini e di montagna, e fino oltre il crepuscolo.

La mattina le nuvole non si erano ancora alzate, e per quello che si vedeva intorno non c’era tanta speranza, anche perché non ero mai stato su quella Cima.
Solo che conoscevo il versante, l’approccio e ricordavo la relazione della salita.
Niente; e con la solita formula e per intanto andemo a veder, seguimmo una traccia che puntava la Forcella Chiavalz m 1887.

gk30 prometi benPoi non la raggiungemmo, ma seguimmo un’altra che portava alla base della vasta parete, e dove un poco per de qua e un poco per de la e fino a trovare la cengia che verso destra porta alla base della cupola finale.

gk31 sarà duragk32 no go più fiàIntanto le nuvole s’erano alzate liberando la Cima, e il pallido sole illuminava il percorso dove erano ancora evidenti gli smottamenti del recente terremoto, e così fino in un intaglio; e subito sotto un canale colmo di massi di varie grandezze che scende per le sue.
– Orpo! Ferma tutto.
No sì, e sì no; e accertata l’impossibilità di salire per le pareti, non mi restava che scendere per quel canale nella speranza…
Così levai dal sacco la corda che legai in vita, e agganciando alcuni moschettoni e qualche chiodo ed il martello; e via.
Sì, non era il massimo scendere per quei massi instabili; solo pochi metri e c’era il camino della relazione coperto dalla parete.
Così, e prima d’infilarmi in questo, diedi voce gli amici d’averlo trovato, e salirò.
Sì; non era il massimo rimontare quei massi instabili coperti di neve in disfacimento, e l’acqua che scorreva sulle levigate pareti.
Solo che quelli che erano saliti avevano conficcato due o tre chiodi per sicurezza. Non ci pensai due volte; e dopo avergli mentalmente ringraziati, così protetto raggiunsi veloce la Cima.
Mi restava ancora d’assicurare la salita dei tre amici: Luciano e Mario Grio e Fulvio Lakovig; e uno per volta sulla Cima: 2 novembre 1979.
Non era il massimo fermarsi lassù, anche perché volendolo dovevamo levarci l’imbracatura e cordini vari per poi rimetterli.

gk33 f.lli Grio-Lakovicgk34  2.11.1979Niente; il tempo di commentare le Montagne intorno, le foto, e come per la salita, così assicurai la discesa dei tre amici; e uno per volta.
La lunga e celere discesa per la minaccia del brutto tempo non ha lasciato ricordi.

Sull’entusiasmo della riuscita, e per il perdurare del bel tempo, gli amici chiesero un’altra Gita, e quanto prima.
Così cicola e ciacola e per andare sul sicuro programmai per la Festa dell’Immacolata la salita dell’Aiarnola.

La giornata quando arrivammo al Passo del Monte Zovo m 1476 era splendida; e tutto intorno coperto dalla neve, ma di poco spessore: e via.
Solo un poco d’attenzione per non mancare al bivio il sentiero giusto; e poi con quella neve tutto fu più facile.
Così anche per la salita nel canalone, e per aggirare e rimontare i massi; e a seguire l’immacolato pianoro sottostante e il ripido fino in Cima: 8 dicembre 1979.

gk35 8 dic. 1979 AiarnolaScattata dall’amico Lakovig perché la mia macchina fotografica era rimasta a casa; e l’unico del gruppo che ricordo con certezza.