Altre Gite con gli amici d’ufficio

Trieste, 1 agosto 2015

Così, e come per le altre Gite, ricorsi alla nostra Le Alpi Venete perché ricordavo d’aver letto che sul Monte Cjadenis, un’importante formazione rocciosa ad Est del Monte Peralba 2694 m, era stato ripristinata la Ferrata di Guerra sulla parete Sud; e attrezzata con catene in sostituzione dei cavi; e tanto per la salita che per la discesa in versante SW incombente sul Rifugio Pier Fortunato Calvi m 2167; e ideale per andare sul sicuro in quella stagione.

Premessa: per arrivare alla base della parete della Ferrata il percorso è difficile; e si preferisce aggirare il Pic e Monte Cjadenis per il Passo Sesis m 2312, scendere un tratto la Val Fleons, valicare il Passo dei Cacciatori m 2213 e scendere alla base della nostra parete.

Monte Cjadenis 2490 m

cd01Così quella mattina dal posteggio per il Rifugio Calvi seguimmo la strada bianca accorciando i primi tornanti per il sentiero, e fino a trovar conveniente seguire la prima che passato il bivio per il Rifugio, diventa sentiero e sempre più ripido, e così fino al Passo Sesis m 2312; e ideale per la prima sosta.

cd02 Passo CacciatoriPoi con il percorso della Premessa fino al palo con le indicazioni all’altezza della base della nostra parete.

cd03 per ricordarseScattate le fotografie seguimmo la traccia a mezza costa, e dove sotto i primi salti rocciosi non c’era la catena?

cd04 attacco ferrataLa cercammo un paio per de qua e un pio per de la e fino a trovarla nell’interno di uno stretto camino colatoio.

cd05Poi come richiesto passai da primo.

cd06 inizio ferrata

cd07 no par vero

cd08 tira dritoEuforici per la sicurezza data dalla catena, e a tratti da cavo, fu quasi una corsa, e tanto che sotto i punti delicati si raggruppavano incitando quelli davanti a salire veloci.

cd09 nel camino

cd10 xe tuto liso

cd11 bon che xe la cadenaSolo ancora un tratto perché il camino/colatoio poggia per terminare nei pressi di una Forcella quasi sullo spigolo; niente, e ferma tutto.

La parete di lato ci sovrasta verticale; ma c’è anche una cengia lavorata dai militari, e la catena che ci faciliterà il traverso.
Sì; e per questa fino a girare in discesa un rientramento arrotondato della parete giallo oro dove risalta una caverna di guerra.

cd12 caverna di guerraUna volta oltre aspettai gli amici per la foto ricordo.

cd13 semo foraRiprendemmo, e chi sa perché, ancora veloci e in salita su questa traccia fino ad entrare in uno stretto colatoio/diedro verticale; e facilitati da gradini di tondino uscimmo in cresta, e in Cima: 12 novembre 1977.

Sì; il gioco era terminato; ma non l’allegria anche perché avevano programmato di festeggiare la Gita con qualcosa di caldo.

cd14 amiciGli altri erano impegnati alla cottura; l’amico Marino mi chiese una foto ricordo.

cd15 boca desideraLa frittata con il prosciutto sparì in un attimo, così tutto l’affettato ed il contorno; e non mancò il vino.
Solo che l’aria fredda montante non era il massimo, e in quel mese le giornate sono corte; si doveva scendere.

cd16 tira aria in discesaA malincuore; ma la discesa attrezzata con cavi, e sollecitata dall’aria fredda montante, fu pertanto ben accettata.

cd17 panaramica col Rif. CalviRestava solo la tranquilla discesa.

cd18 quanto fattoNegli ultimi giorni dell’anno il giornale di Trieste “IL PICCOLO”, riportava la notizia che il Sacerdote… e alcuni valligiani saliranno il Primo giorno dell’anno sulla Cima del Monte Amariana per celebrare la Messa propiziatrice.
Solo che il detto giornale era stato anche letto dai soliti colleghi d’ufficio, e cicola e ciacola, alla fine anche la promessa che si tenterà di salirla dopo il Primo, e per la Cresta Est che era nei miei programmi.

cd19 l'AmarianaIl Monte Amariana 1906 m dalla Cima del Monte Plauris 1959 m

Le Feste degli ultimi e primi giorni dell’Anno non si prestavano certo ad organizzare Gite; ma gli amici e colleghi stimolati dal promesso perdurare di bel tempo, e proprio nei giorni lavorativi di fine anno o in quelli del nuovo, e cicola e ciacola domandarono di metterla in programma subito dopo l’Epifania; e che sarà stato il sabato.

Solo che quella mattina del 7 Gennaio 1978, ci trovammo solo in tre; e andammo con la macchina di Mario.
Usciti dall’Autostrada, e non a conoscenza delle strade interne gira de qua e gira de la e fino sotto il ripido roccioso versante Sud del Monte dove procedemmo lentamente fino a trovare il possibile sentiero tracciato nella roccia; e nessuna segnalazione?
Niente; il tempo s’essere in tenuta de gita; e via per questa che poggia coprendosi di pascolo, e dove seguimmo la traccia fino ad uno Stavolo.

cd20 versante SELa Parete Sud Est con in primo piano l’Anticima Est, e la Cresta che porta in Cima.

Il tempo di capire dove eravamo; e prendemmo la traccia che poggia ad Est e fino ad entrare in una depressione canale che seguimmo verso una Forcella alberata e con un piccolo Ricovero di legno.
Dopo un’occhiaia nell’interno per allungare la pausa, e scartata la traccia che scendeva a Nord, dovemmo cercare l’altra tra gli alberi e la varia e folta vegetazione della radura per poi salire il Monte.

cd21 prometi benPoi un poco per de qua e un poco per de la e ormai sul crinale la trovammo e ben evidente; e che dovremmo seguire fino in Cima.
Procedendo l’alta vegetazione diradava; ma la bassa era caotica, e ci costringeva a superarla con ripetuti slalom anche perché la cresta non è proprio lineare.

cd22 panoramicaIl nostro procedere intanto rallentava perché qualcuno avvertiva i primi segnali di stanchezza delle gambe; e più avanti a peggiorare la situazione trovammo la neve, e le pause che aumentavano consentendoci d’ammirare lo spettacolo delle Montagne intorno della Cresta Carnica: le Crete di Gleris e il Gruppo del Cuc dal Bor, e di lato il Gruppo del Montasio nelle Alpi Giulie.
Tante di queste già salite o in programma; e intanto abbiamo raggiunto la base dell’unico vero salto di cresta non più in linea; e nell’ombra scura.

Sì, erano stanchi. Così l’incoraggiai che la sopra continua la cresta che poggia, e fino in Cima.
Sì, e a me il compito di tracciare il muro di neve con orme profonde e sicure.

cd23 tira dritoPrima solo un breve tratto; e mi sembrò che tenessero un buon passo.

cd24 sem fora e quanto fatoCosì anche sul secondo ormai sulla cresta da dove potemmo vedere quanto fatto; e non solo.
Uscito sulla cresta pianeggiante e solo, la percorsi ancora un breve tratto; e da dove già mi vedevo in Cima anche se coperta dall’Anticima Est.
Solo che i due dovevano essere già fuori. – Orpo! Non mi restò che tornare all’uscita.

cd25  panoramicaSì; erano ormai arrivati, ancora pochi metri, ma per me il tempo sufficiente per fotografare le Montagne che racchiudono il bacino formato dai torrenti Glagnò e Variola che ambivo ad esplorare.
Una volta riuniti erano pronti alla rinuncia; ma io non volevo rinunciare alla Cima; e gli informai che andavo a veder.
Sì, e che andassi pure; così avranno più tempo per riprendere le forze.
Dovevo solo arrivare sulla visibile Anticima Est, scendere alla Sella e arrivare sulla Cima; e via, e anche veloce.
Poi la solita vocina che m’invitò a valutare il pro e il contro del tentativo.
– Orpo! Allora mi fermai e guardai intorno. Sì, non avrebbe cambiato niente; e diedi voce ai due che rinunciavo alla Cima; tanto tornerò.
Così finimmo la sosta insieme, e in sana allegria; e programmando altre Gite.

cd26 xe tardi, basta cosìIniziammo la discesa; e prima del tratto ripido la fotografia ricordo: meritava.

cd27 tracciatoIl tracciato della salita e discesa

Discesa che non ha lasciato ricordi, anche perché scendemmo veloci per essere fuori del tratto alberato prima del crepuscolo; e lo stesso dopo passato il Ricovero già nel primo buio della sera e fino all’invito dall’amico Mario a fermarci. – Allora?
Stava cercando qualcosa nelle tasche del piumino… e non ci sono invece le chiavi della macchina.
Ferma tutto; e salimmo un tratto del sentiero con tutte le lampadine accese: niente. Lo stesso il tratto successivo; e cicola e ciacola lui forzerà il deflettore per aprire la portiera e accenderà il motore con i cavi.
Tutto e bene quello che finisce bene; solo che non facemmo la meritata sosta in autostrada perché s’era fatto tardi.

Probabilmente sarà stata una brutta primavera, e con i miei amici e colleghi d’ufficio impazienti di riprendere le Gite del sabato, anche se le ultime notizie davano ancora tanta neve sui nostri Monti.
Sì; ma a loro bastava una piccola quota e fare la Gita.

Così, e per andare sul sicuro, programmai nuovamente una Gita al Passo di Pramollo, e anche questa subito oltre il Confine di Stato; e sul Monte Gartnerkofel 2195 m.
Sì, anche perché è consigliata da Sergio De Infanti nel suo Libro; e nella settimana le ultime notizie davano il Passo m 1530 transitabile e pulito dalla neve.

Sì, la strada era pulita, ma lo spessore della neve all’inizio non era meno di venti trenta centimetri.
Per nostra fortuna trovammo dove posteggiare la macchina; e per anticipare prossime soste indossammo le ghette, e passammo il Confine da alpinisti.

cd28 la ns metaSì, e solo un breve tratto perché per non perdere quota tagliammo il pendio puntando la strada di servizio illuminata dal sole e quasi pulita dalla neve; ma per raggiungerla ci costò fatica perché non aveva consistenza e sprofondavamo fino ai ginocchi.
Una volta sulla strada tutto fu dimenticato, ed il calore del sole ci dava conforto anche se sudati, e approfittammo procedendo lentamente.

cd29 pendio innevatoTutte le cose belle durano poco; e questo perché dobbiamo salire il ripido pendio erboso nevoso soprastante per raggiungere la piccola Sella di Val Dolce m 1783 alla base della Cresta W dove inizia il percorso segnalato.

cd30 inizio salitaRaggiunta la trovammo senza neve; e dopo pochi passi e nell’ombra, sorpresa, anche i facili salti rocciosi da superare. Pertanto niente corda e ramponi; e via.

cd31 3 giugno 1978Così, salto dopo salto e senza darci furia, e come scritto sopra sulle cose belle, fino in Cima: 3 giugno 1978; Mario Grio, Marino Krecic, Fulvio Lakovig e Tullio Ogrisi.

Sì; e anche troppo presto, e con la sensazione che mancasse qualcosa.
Poi sosta lunga e al sole avendo tempo a disposizione; e prima che ci prendesse la noia si parlò di ritorno.
Cicola e ciacola decidemmo scendere traversando la sotto per prendere il nostro tracciato che era il più lineare, e iniziammo a scendere in versante Sud facilitati dalla neve e dove…

cd32 gli altri tre- Orpo. Sì, c’eravamo dimenticati di fotografarci in gruppo. Non tornammo indietro; ma trovato un lenzuolo di neve orlato da massi poteva anche sostituirla.
Certo; e l’episodio ci mise allegria.
Così riprendemmo a scendere ormai sparsi sul ripido pendio innevato, e dimenticato quanto deciso, continuammo fino alla strada di servizio. Una volta riuniti, e rivolti al versante, commentammo la nostra lunga discesa: meritava.
Tanto più sotto troveremo la nostra traccia che ci porterà al Passo.

cd33 tracciato