Jof Fuart per la Cima de lis Codis

Trieste, 1 maggio 2015

Quel mese d’agosto era presto finito; solo che non mi ricordo le cause perché avessi fatto una sola salita in Montagna; ma ricordo invece che in quell’ultima settimana continuava un periodo di bel tempo stabile, e che finivano le mie ferie.
Condizioni ideali per una Gita di due giorni; e prima di riprendere il lavoro.
Sì; ma dove anche perché andrò da solo.

LC01 panorama

Poi e come arrivò nella mia mente che era l’occasione giusta per tentare la salita del Jof Fuart da Ovest e per la Cima de lis Codis, lungo la via G. Bolaffio e G. Kugy con le guide A. Oitzinger e O. Pesamosca, 16 ottobre 1910 rimane un mistero.
Così ricorsi alla Buscaini perché volendo passare la notte al Bivacco Mazzeni m 1630, dovevo in primis conoscere l’approccio dalla Spragna a me sconosciuto.

LC02 Grande Nabois

Così, e per evitare contrattempi, partì nel primo dopopranzo, e senza darmi furia, e quando posteggiai l’auto nei pressi della Malga Saisera m 1004, non c’era nessuno e il sole era ancora alto.
Niente; solo il tempo per fotografare il Grande Nabois 2313 m, e sacco in spalla seguì il sentiero che ben presto si confonde nelle ghiaie della Spranga dove richiede attenzione per le varie tracce che sviano, e così fino all’imbocco del sentiero per il Bivacco Stuparic che tira su dritto.

LC03 C. de lis Codis

Il mio invece poggia a sinistra ancora per un tratto piano dove poi inizia a salire nel bosco scuro, e fino ad uscire all’aperto nella Conca della Bassa Spragna sottostante la Cima de lis Codis.

LC04 Sella Nabois

Traversa il falsopiano per poi puntare una parete rocciosa dove, un poco per de qua e un poco per de la rimonta la parte ripida di questa in direzione della lontana Sella Nabois m 1970.

LC05 Cime Castrein

LC06 Grande Nabois

La sopra riprende lineare e meno ripido, e dove più avanti traversa un risalto erboso con l’inaspettato cartello con l’indicazione per il Bivacco a destra.
Non c’era nessuno, e nell’interno tutto lindo e pulito; e come sono uso fare all’arrivo in un Bivacco, e questo la prima volta, mi preparai il letto a castello.
Dopo il pasto dal sacco uscì all’aperto per vedere le Montagne intorno, e mai viste da così vicino.

LC07 Modeon del Buinz

Sì; e giusto in tempo per fotografare il Modeon del Buinz 2554 m e le Cime Castrein 2502 m già nell’ombra scura.

LC08 Forcella  Mosè

LC09 Cime Castrein

Più tardi ancora la Cima de lis Codis, la Forcella Mosè m 2271 m, e le Cime Castrein con l’intaglio della Forcella Lavinal dell’Orso m 2138.

LC10 Gruppo del Montasio

La mattina già pronto per l’impresa attesi solo che i colori dell’aurora illuminassero il Jof di Montasio, e via in discesa a prendere il sentiero del giorno prima, e con buon passo anche sul ripido dove non mancano i detriti grandi e piccoli.

LC11 Modeon del Buinz

LC12 Foronon del Buinz

LC13 Gruooo del  Montasio

La prima pausa fu la scusa per fotografare il Modeon 2554 m e il Foronon del Buinz 2531 m, e il Gruppo del Montasio con altra luce.

LC14 Sella Nabois

Ancora un tratto ripido di sentiero a fianco della parete; poi sul piano e volgendo a sinistra tornai sull’isoletta rocciosa con mughi conosciuta m 1891, e con vista sulla Sella Nabois.

LC15  traccato

Il tracciato per facilitare la lettura.

LC16 inizio salita

Finita la sosta e conoscendo il percorso raggiunsi la cengia quasi di corsa; e alla prima occasione fotografai quello dimenticato l’altra volta.

LC17 la cengia

Subito la parete ancora nell’ombra con la cengia.

LC18 la Studence

Quella di fronte lambita dal nevaio dello Studence.

LC19  la cengia conosciuta

La parte centrale della cengia sovrastata da pareti indescrivibili per completare il racconto.
Solo che quella mattina sullo slancio non notai quella da salire; e tornando sui miei passi…

LC20 parete a rampa

- Orpo! Sì, era quella, e mi sembrò liscia e difficile. Forse per il controluce, e perché rifletteva il colore del cielo. L’affrontai timoroso; solo pochi metri e via.

LC21 tratto iniziale

LC22 xe più facile

La rampa tende a sinistra; ferma tutto per fotografare il tratto salito e quello da fare.

LC23 la continua in cengia

Man mano la rampa poggia con roccia meno compatta, e più avanti restringendosi poggiando decisa a sinistra ormai a gradinata, e sperdendosi in cengia.
Ancora pochi passi e incrociai la Cengia degli Dei?

LC24 andemo a veder

LC25 quà la gira

Poi, e per essere sicuro la percorsi ancora un tratto; solo che la cengia gira ancora sotto la parete: niente.

LC26 dalla Cengia verso N - Copia

Così ritornai sui miei passi per fotografare, metro più, metro meno il punto d’uscita; e senza riconoscerli: Valbruna, il Monte Lussari e Cima del Cacciatore.

LC27 sulla Cengia

Mantenuto l’impegno la seguì sottostante la parete verticale, e girato lo spigolo ebbi la certezza d’essere sulla Cengia degli Dei

LC28 la prima parte della via Kugy

Sì; e la percorsi fino ad essere limitata da un corto spigolo; e dall’altra parte c’era la parete da salire ancora nell’ombra scura per un canale facilitato da canalini e fessure per raggiungere i ripidi pendii erbosi al sole.

LC29 Gruppo del Montasio

Niente; e decisi di fare una sosta nell’attesa d’avere più luce.
Solo il sole batteva forte; e a farla sotto un corto tetto che passando avevo osservato utile per ripararsi; e tornando sui miei passi la foto del Gruppo del Montasio.

LC30 dalla sosta la Forcella  Mosè

La sotto nell’ombra, e la Forcella Mosè che io dovrò valicare nella discesa a Valle.

lc31 dove son

Improvviso, e tra un boccone e l’altro, mi passò per la testa di provare a passare sulla parete incombente ancora nell’ambra scura, e appena intravista.
Strano; sì perché per memorizzare la salita in programma detti anche una scorsa delle altre vie sulla Buscaini, e dove la più facile in quel tratto finale é difficile.
Solo che anche la solita vocina non mi venne in aiuto; e così no sì, e sì no decisi per intanto d’andar a veder anche per il martellante invito a tentare.
Sì, avevo tempo, e perso per perso tanto valeva provare anche per poi non aver rimorsi.

Così, e poco convinto rimontai la corta e facile parete per sostare sul gradino che l’unisce all’altra concava rosso giallo oro incombente ancora nell’ombra scura. – Orpo! Sì, non era facile, e indeciso… vado o non vado.
Sì, e ferma tutto; e mentalmente provai a passare con quei pochi e minimi appigli per raggiungere la sopra a sinistra lo sbocco appena gradinato di uno stretto colatoio per continuare.
Convinto abbandonai il gradino con attenzione; e per quella parete e gli appigli giusti poggiando a sinistra, entrai nel colatoio dove continuai a salire in spaccata fino ad un percorso più facile che non ha lasciato ricordi anche perché mi ero proposto sullo slancio di continuare fino sulla cresta del primo salto di parete.

LC32 i macigni

Solo che quel tratto di parete non finiva più? Niente; e rallentai lo slancio fino a montare sulla desiderata cresta. Solo ché quel tratto era occupato da macigni ben allineati, e tanto da fotografarla; e senza saperlo anche ripresi i ripidi pendii erbosi delimitati da una movimentata cresta.

LC33 la sorpresa - Copia

Poi per capire dove mi trovavo passai tra questi affacciandomi a valle. La sotto, meno di una decina di metri, c’era una corta cresta arrotondata forse con l’ometto?

LC34 la meritata sosta

Niente; ero salito troppo mancando la Cima del primo risalto come propostomi.
Ritornai sui miei passi tra i macigni, e fino a trovare sulla Cresta il punto comodo per fare la sosta della Cima e l’ometto.
Sì; e mi restava ancora di salire il mancato Jof Fuart per il canale roccioso solo visto nell’altra salita.

LC35 la selletta

Ripresi a salire la cresta un poco per de qua e un poco de la per evitare le difficoltà e tratti friabili; e da dove fotografai i due versanti del nostro passaggio d’uscita dalla parete Nord Ovest.
Solo che per raggiungerlo mi dimenticai di passare per la Cima de lis Codis.
Tanto tornerò.

lc36 tracciato

Tracciato

LC37 discesa conosciuta

Il tempo di riordinare le novità, e per il nostro percorso scesi allo sbocco del facile canale col buco.

LC38 tracciato finale

Tracciato finale

LC39 uscita  Kugy

Senza darmi furia lo raggiunsi per la fotografia; e che non mi sembrò poi tanto grande.
Restava ancora la salita alla Cima.

LC40 Cima Jof Fuart

Affrontai la non facile parete a lato e fino a trovare la cengia giusta per traversare a destra, dove e sempre per roccia più facile fino in Cima; 1 settembre 1989.

LC41 Cima de lis Codis

La Cresta finale e la Cima de lis Codis.

Solo che per arrivare sulla gran cengia, a quella appena salita, preferì scendere per la facile via normale.

LC42 discesa

Poi di buon passo lungo la cengia erbosa e detritica per poi scendere in Forcella Mosè; e che non ha lasciato ricordi.
Ricordo invece che ero in Forcella ancora innevata, e che affacciato a Nord valutavo il rischio di scendere per la neve ripida e dura; o evitare il primo tratto scendendo per le friabili pareti a lato. Lo stesso provai a scendere per le due possibilità; ma rinunciai perché la sotto la neve era ancora ripida e dura da scalfire.
Niente drammi anche perché prima d’arrivare in Forcella, avevo visto sulla parete delle Cime Castrein l’inizio del sentiero di guerra che traversa sotto cresta tutta la montagna per poi scendere in versante Sud alla Forcella Lavinal dell’Orso; e per questa, neve permettendo, arrivare al Bivacco Mazzeni. Sì, e anche la “ butai in rider” perché non ero mai stato su questa Montagna. Così, e anche per avere la coscienza a posto, passai proprio per la Cima.
La poca neve che trovai in Forcella e quella in discesa nel canalone era disfatta, e per un tratto anche m’aiutò a scendere veloce.

LC43 meritava

Le pareti SW con l’arrotondato spigolo della parte alta.

Una volta uscito dal canalone non seguì la vaga traccia di sentiero trovata sul macereto, ma puntai il rosso Bivacco per poi prendere il sentiero.

LC44 Gruppo Jof Fuart