Una strana storia d’Alpinismo

Trieste, 1 febbraio 2015

Non mi ricordo chi di noi due è stato l’organizzatore della Gita; ma sì che quel pomeriggio posteggiai la macchina davanti il prefabbricato di Sem, e per poi andare con la sua al posteggio per il Rifugio Giaf m 1405, perché volevamo recuperare la bella salita all’Ago del Cridola 2389 m, e una volta in cuccetta, cicola e ciacola, il mattiniero Sem si prese l’impegno per la sveglia.
Solo che Giove pluvio, non invocato, volle darci una mano, e per quell’ora ci svegliò con tuoni, lampi e sette; e lavando a lungo e con cura le Montagne. Così noi due ce la prendemmo comoda, e scendemmo per la colazione a temporale finito.
Intanto il sole asciugò ben presto le pareti, e finita do la colazione… non ci restò, sacchi con il materiale in spalla, di andare a vedere cosa si potesse salire.

md01 Lusa Sergio-Sem

Verso la Forcella Scodavacca (Sud) m 2043

md02 Monfalcondi Forni

In primo piano il Monfalcon di Forni 2453 m

Così, e senza entusiasmo e con la scusa pronta, c’incamminammo per il sentiero alla ricerca della parete giusta.

md03 C Maddalena

Quella parete no che xe bagnada, e quella no che xe rocia friabile, e fino in Forcella Scodavacca.

Giusto il tempo che Sem finisse la sigaretta e ormai rassegnati iniziammo scendere lentamente nella Valle Pra di Toro, per me la prima volta, e sottostanti la vasta parete Nord grondante d’acqua e ancora nell’ombra scura della Cima Maddalena 2410 m.

md04 parete NW

La parete Ovest ancora nell’ombra illuminata dal riflesso del sole sul Cridola.

Una volta superata e un poco oltre, istintivamente ci volgemmo a guardare l’altra parete sconosciuta. – Orpo! Sì perché anche se ancora grondante d’acqua non restammo certo indifferenti a tanto spettacolo; e tanto che decidemmo di salirla anche perché pareva che ci aspettasse e visto per dove passare, e contando poi sulla Berti nel sacco per la discesa.

La Cima Maddalena 2410 m

Così rimontammo il faticoso ghiaione sottostante la verticale parete fino a trovare le cenge scalabili sottostanti il fondo, largo e in quel momento tenebroso e bagnato camino canale preso in considerazione; niente.

md05 primo tiro

Allora ci legammo in cordata col materiale in vita, e Sem le percorse in salita a sinistra volente o nolente continuò il traverso sulla parete verticale e liscia fino a trovare un precario scalino per la sosta; e perse del tempo per trovare nella roccia la fessura per il chiodo di sicurezza.
- Tullio vien; e lo raggiunsi su quell’aereo e precario terrazzino dove i nostri movimenti per il passaggio della corda erano necessariamente controllati.
– Tien ben che vado; finalmente potei prestargli più attenzione perché la sopra la roccia é liscia e scarsa d’appigli.
Man mano perde verticalità e diventa lastronata, e per un corto camino arrivammo su una caratteristica cengia circolare con nel mezzo quel che resta della Cima del pilastro.
- Orpo, e adeso?  Sì, perché dall’altra parte e soprastante una cengia, c’è la lunga e per noi sconosciuta parete del versante Nord che in crescendo forma una lunga cresta frastagliata; e con più quote?
Così per consultare la Berti decidemmo per la sosta.
Forse non era il posto adatto per vederci chiaro; e così decidemmo di seguire la via d’Umberto Fanton del 14 agosto 1910, e sullo spigolo di fronte che sovrasta la detta cengia.

md06 la grande cengia

La cengia e l’estesa parete Nord

md07 Cr Cuna-T Gab-Spinotti

La Croda della Cuna 2353 m, e in calando le Torri Gabriella e Spinotti m 2130

md08 Ogrisi T

Per non perdere altro tempo restammo legati e seguimmo la cengia in versante Scodavacca, e fino alla base della stretta parete illuminata dal sole scelta per iniziare la salita; ma poi proseguimmo oltre, e fino ad incrociare la possibile via di discesa nel canalone della Forca Alta di Scodavacca.
Così tranquillizzati attaccammo la verticale parete del primo salto della cresta, e che non é facile per la roccia compatta e appigli piccoli mantenendosi e seguendo una appena accennata depressione; e che Sem s’augurava che tutta la salita fosse così.
Scesi all’intaglio riprendemmo la salita; ma, delusione, la roccia e rotta e friabile.

md09 quanto fatto

md10 tracciato

Niente; e via con la speranza che al successivo intaglio migliorasse.

md11 quanto manca

md12 tratto finale

Via via è sempre così; e dove nell’ultimo tratto per non perdere tempo con la corda, Sem m’invitò a continuare sulla bifida Cima.
Solo che sull’esterna poggiava un masso, quasi monolito, di roccia bianca; e dove una volta in Cima con questo vicino attesi l’amico.

md13 particolari

Verso il Canalone della Forca Alta di Scodavacca

In un attimo arrivò lì, e passando tra me ed il masso poggiò su questo lievemente solo la mano che andò giù nella gola della Forca Alta di Scodavacca con gran fracasso; e non senza darci un senso di paura.
Forse l’episodio ridusse anche la sosta in Cima, e tanto che per non perdere tempo evitammo di vedere cosa c’era dentro la scatola metallica scura, e celata in parte nel detrito; e la foto di vetta.
Invece lo perdemmo per fotografare l’impensabile panorama, e per la lettura della Berti per interpretare la sconosciuta discesa.

md14 Forni di Sopra

La Cresta Carnica e Forni di Sopra.

md15 Monfalcon di Forni

Inizio dei Monfalconi di Forni e il Monfalcon di Sopra 2453 m.

md16 Crodon di Giaf

md17 fine parete

L’incombente ed estesa parete Nord della Cima Giaf 2523 m, la più alta delle Vette di Forni.

md18 i Tremila

I Tremila delle Dolomiti con in primo piano il Monte Antelao 3263 m, e a seguire il Monte Pelmo 3168 m e il Monte Civetta 3220 m.

md19 Cridola-ramo W

md20 la Cridola

La Cima Cridola Ovest 2564 m ed il Massiccio Centrale con la Cima Principale 2581 m.

md21 ramo orientale

md22 idem

Il Contrafforte orientale con le più significanti quote della Torre Both 2370 m, Torre Cridola o Torre Hübel 2410 m e Ciastel di Torre Cridola 2378, e con la Croda della Cuna 2352 m sostenuta dalla Torre Gabriella e Torre Spinotti.

Discesa: dovevamo scendere lungo la friabile parete precipite la Val Pra di Toro per poi seguire un canale che termina sulla cengia che contorna la parete; bene.
Così, e per prudenza, anche in cordata nel vedere la parete sottostante in sfasciume; e via.
Il primo tratto per la cresta, poi per la parete un poco per de qua e un poco per de la e fino ad entrare nel canale che termina sulla desiderata cengia, e anche presto.
Sì; la stessa cengia che continua quella percorsa la mattina prima di girare a destra; e lo stesso Sem desiderò che proseguissimo ancora legati.

md23 la Grande Cengia

La Cima del Pilastro con alla base la detta cengia; e la sella che lo stacca dalla Cresta, e da dove inizia la via di discesa.

md24 Cridola-ramo orientale

Il contrafforte Orientale del Cridola con la Torre Both 2370 m e Torre Cridola o Torre Hubel 2410 m.

La mattina avevamo fatto bene a controllare la possibile discesa perché era quella giusta, e a confermarcelo c’era un chiodo ben infisso sull’unico passaggio che richiese attenzione.

md25 Forca Alta

La Forcella Alta di Scodavacca m 2290

Una volta nel canalone non ci demmo furia anche perché continuamente fermati dallo spettacolo di quelle Montagne intorno a noi due quasi sconosciute.

md26 parete iniziale

Uscita dal Canalone e l’inizio della nostra via.

md27 completa

La complessa parete del Pilastro con la base traversata da cenge, il marcato canalone e di lato la parete salita.

md28 ombre e luci

Torre Both 2370 m e Torre Cridola o Torre Hubel 2410 m

Oltre lo spigolo ancora il contrafforte orientale esaltato dai giochi di luce e ombre.

md29a meritava

La Cima Giaf 2523 m con la Scala Grande e Scala Piccola

md30 foto rocordo

Queste due fotografie sono state scattate successivamente da sotto la Parete del Cridola con Sem e altri amici e Rocciatori della XXX Ottobre.

md31 Forcella  Scodavacca

La Forcella Scodavacca m2043 (Nord)

32c C. Maddalena

La parete Nord della Cima Maddalena

33 particolari - Copia

Spigolo NW con staccata la Torre Valentino

Sì, avevamo proprio trascorso una grande giornata che inizialmente sembrava persa per il temporale; e soddisfatti iniziammo la salita verso Forcella.

md32 Torre A. Berti

Una volta giunti ancora una pausa per ascoltare il racconto di Sem della sua salita sulla Torre Antonio Berti, e così di farsi una sigaretta; e iniziammo la lunga discesa.

md33 dal Rifugio Gruppo Urtisiel

Dal Rifugio Giaf verso le Cime dell’Urtisiel Ovest e Urtisiel Est

md34 traccito