Tutti i Monti hanno la loro Cima

Trieste, 1 giugno  2014

pb01 dal Rifugio

Il Petit Mont Blanc 3427 m

pb02 aurora

Così quella mattina, e prima che sorgesse il sole, iniziò la nostra salita scendendo per il ripido pendio coperto da bassa vegetazione come c’era stato indicato dal Gestore.

pb03 primo sole

Poi un poco per de qua e un poco per de la e lo stesso sul sassoso fondovalle percorso da più rigagnoli ancora scarsi d’acqua; e a seguire la salita sull’altro versante erboso e cespuglioso cercando gli spazi meno fitti; e dove non ricordo se prima incrociammo il sentiero, o un giovine alpinista solitario che ci domandò se poteva aggregarsi a noi tre.

pb04 verso il Rifugio

pb05 sosta

Così, cicola e ciacola, girammo il versante già al sole, e dove facemmo la sosta.

pb06 che tirada

Il sentiero dopo alcuni corti traversi si fa erto per raggiungere i primi risalti rocciosi con residui di neve alla base; e dove trovammo il posto giusto per una pausa.

pb07 inizia la neve

pb08 tira drito

Riprendemmo il breve e gradito percorso sotto la parete strapiombante presto sostituita da un ripido pendio erboso, e più sopra innevato, e dove trovammo la traccia ben calcata che puntava un’altra parete; e a seguire dentro un lungo e stretto canalone nevoso.

pb09 no xe mal

pb10 controluce

Solo che l’ultima impennata per uscire influì sulla fatica del giorno prima; e così anche per l’ospite che non doveva essere ancora preparato, e tanto che oltre a rallentare il passo, dovemmo concederci frequenti pause; e l’ultima proprio sotto il ripido pendio che ci portò sulla cresta pianeggiante.

pb11 panoramica

Sulla cresta tutto fu dimenticato anche perché distolti dal panorama.

pb12 un poco de fià

pb13 Monte Bianco

Così trovammo un tratto piano ideale per la sosta, prendere fiato e capire il punto della cresta raggiunto; e al cospetto del Monte Bianco, finalmente.

pb14 sul creston

Niente; la cresta continuava man mano arrotondandosi e prendendo gradatamente quota, e senza evidenziare la possibile Cima?

pb15 quanto fatto

Riprendemmo a salirla lentamente anche se dalla Valle montavano le prime avvisaglie del possibile cambio del tempo; niente.

pb16 arriva la nuvolaglia

pb17 sempre lui

Sotto il tratto ripido invece seguimmo la traccia marcata che la tagliava a mezza costa.

pb18 invito alla sosta

Dove più sopra trovammo inaspettato, perché mezzo sepolto nella neve, il Bivacco Fisso Gino Rainetto m 3047; e che ci dette l’occasione per una nuova sosta.

pb19 spettacolo

pb20 no xe la nostra

Riprendemmo la salita per quella provvidenziale traccia, e che quando il pendio diventa ripido lo traversa a mezza costa.

pb21spettacolo

pb22 idem

pb23 ultima tirata

La nuvolaglia intanto s’era stabilizzata, e servì a fugare la nostra preoccupazione del possibile cambio del tempo. Sì, perché ormai stanchi progredivamo lenti; e non persi l’occasione per fotografare l’ambita Aiguille Noire de Peutèry.
Intanto io avevo superato quel tratto ripido, e mi trovai su un breve falsopiano sempre più ripido dove vidi emergere alcuni scuri spuntoni rocciosi che considerai essere la Cima.
Gli aspetto o proseguo?Niente; la raggiungo anche per fotografare l’arrivo trionfante degli amici.

pb24 29 lug 80

Così, e per riuscire a quanto propostomi, non persi tempo, e quasi di corsa raggiunsi la Cima: 29 luglio 1980.

pb25 Grio M. Ogrisi e  NN

Poi non andò proprio così perché arrivarono solitari e ben distanziati; ma felici e contenti.

pb26 Monte Bianco

pb27 con nuvolo

Poi niente meritata sosta lunga perché quella nuvola sulla Cima del Monte Bianco ci allarmò.

pb28 panoramica

Solo ancora il tempo per fotografare l’Anguille des Glaciers 3818 m che ci tenne compagnia per quasi tutta la salita.

pb29 meritava

Nella discesa tutti rivolti alla parte finale della salita; e dove rivivemmo quell’ultimo tratto faticoso: meritava.
Poi giù in discesa, e ognuno per proprio conto perché ci si aspetterà al Bivacco.

pb30 nella nebbia

Un poco in ansia perché qualcuno potrebbe anche perdersi nella nebbia. Invece come in Cima arrivarono uno per volta, e ben distanziati.

pb31 la nostra evidente salita

Riprendemmo sulle nostre orme fino ad uscire dal canalone nevoso, e seguire il sentiero dove ci dividemmo e salutare l’occasionale giovane alpinista solitario perché lui proseguirà per questo. Noi, perso per perso, continuammo a scendere verso valle senza incontrare difficoltà; e da qualche punto anche potemmo ben osservare e commentare parte della nostra salita.

Quella sera in Rifugio non facemmo proprio bisboccia; ma i due fratelli per festeggiare le nostre imprese pensarono bene tra le Grolle esposte, il caratteristico calice di legno lavorato e scolpito, e una volta riempita di liquore é bevuto a turno dal beccuccio.
Solo che i fratelli comprarono quella a ciotola di legno con coperchio lavorata e scolpita; e sul coperchio dei forellini per accendere i vapori dell’alcool che accesero prima d’iniziare il turno tra la meraviglia dei presenti. Non fu il solo, e seguirono anche altri in onore al Monte Bianco e al Piccolo.