Alpinismo da tavolino e ritorno

Trieste, 1 ottobre 2012

Le ultime difficoltà e sorprese

     Solo che una volta a casa e mentre stavo scrivendo la relazione della nuova salita con la mia intenzione di nominare la struttura Creston del Bruto, e spiegandogli il motivo, fui assalito dalla titubanza anche perché due voci interne contrapposte mi stavano bloccando tanto da chiedere l’armistizio.Sì, perché una di quelle voci mi ammoniva di non pubblicare niente per evitare che la frequentazione potesse provocare dei danni.
Così telefonai a Camillo Berti raccontandogli la mia paura, e per questo di accettare la richiesta per il nome con tutto il cartaceo, le relazioni e fotografie con i tracciati dei nuovi percorsi trovati su tutta la Cresta del Miaron evitando poi di pubblicarli.                - Niente, perché quello che lui riceve deve pubblicarlo.Piccola stretta al cuore.
Allora gli chiesi un incontro a Venezia, dove abita, perché almeno vedesse il motivo della mia richiesta.
- Sì, Domenica pomeriggio alle ore 15.Da Trieste a Venezia con il treno ci vogliono circa due ore; scesi in stazione alle 14.15 circa in una bellissima giornata di fine settembre, e avevo portato con me un centinaio di diapositive ed il proiettore; non si sa mai.

 

 

                                  Immagini scattate in un’altra occasione.

Non conoscendo le strade interne per arrivare dall’amico preferì ricorrere ai vaporetti; ma nel caos dei turisti non era facile che ti dessero le indicazioni giuste.Così sceso dal secondo sulla riva giusta e chiedendo, e più volte e di corsa arrivai puntuale.
Dopo i saluti e un poco di cicola e ciacola, montammo il proiettore e iniziai la proiezione illustrandogli quei Monti a lui quasi sconosciuti.
Alla fine dichiarò: – Meglio che una conferenza.
Solo che non ritornò sulla sua decisione, mentre accettò i toponimi proposti; e così concordammo che gli avrei inviato le relazioni delle salite da pubblicare ridotte tanto da non invogliare a percorrerle. La mia coscienza era tranquilla.
Ormai eravamo entrati nel crepuscolo.                                                                          L’argomento della mia visita era finito, e mi spiegò ancora come arrivare nella stazione per evitare i vaporetti: grazie, e tanti saluti. Non avrò impiegato cinque minuti per raggiungerla, ma non più di dieci certo, e giusto alla partenza del treno per Trieste.
Era la giornata giusta.

Cridola: Monte Miaron e Cresta del Miaron

 

                               Cresta del Miaron: La Cengia del Grezo

   

                                     Cresta del Miaron: Creston del Bruto

   

                                                              Ritorno

Solo che nell’estate 2001 il richiamo del Creston s’era fatto forte e così, e anche perché l’amico Daniele non lo conosceva, lo mettemmo in programma.

 In quella splendida mattina la Gita proseguiva più che tranquilla, e così dopo il solito copione dal Passo della Mauria con la sosta all’enorme masso e la pausa alla cengia alla base del Campanile, continuammo altre per entrare nella Montagna a lui sconosciuta.

 

 Una volta la dentro seguimmo il bordo solido esterno del canale, e così fino alle balze in sfasciume e al bivio dei due percorsi. Segno giallo

 

Solo il tempo per ammirare il canale in parte erboso per la Forcella Verde, e ci portammo sul ciglio di queste per scendere il facile rivolo ghiaioso sottostante la parete che porta all’inizio della cengia.- Orpo, nol xe più!
Sì, tutto era sconvolto; e la terra compattata con detriti aveva sostituito l’erba ed il rivolo.

 

 Cercammo di capire la causa; e la vedemmo sopra di noi dal colore della roccia dove s’era staccata una parte di parete.Lo strano è che dal Vallò non la abbia notata?
Niente; e scendemmo quel tratto con cautela.
Non trovammo altri imprevisti, e una volta all’attacco della parete con gli appigli mobili ci legammo in cordata.

 

 Seguimmo l’itinerario della prima volta: 23 luglio 2001; Sandri Daniele e Ogrisi Tullio.