Nostalgia e ritorno sulla cresta senza nome

Trieste, 1 agosto 2012

Il perturbato mese d’agosto non solo anticipò il rientro da Forni di Sopra a Trieste dell’amico Sem e la moglie Fides, ma anche chiuse per quell’anno un nostro possibile incontro per tentare la cresta Innominata.
Non solo quello, ma anche annacquò la voglia di montagna accertato che sul mio quaderno per contare le Gite estive in quei due mesi bastano le dita di una mano.
Sui Monti intanto era già nevicato; ma quel mese d’ottobre, e come spesso si ripete negli anni, il bel tempo continuava da qualche settimana … e la voglia di tornare e vedere era incontenibile; e così …

                                       Cresta del Miaron  Punta Sud 2258 m

Arrivai al Passo della Mauria con il dubbio di trovare il Bar chiuso notato l’inesistente traffico su quelle strade di montagna; ed è stato proprio così, e senza farmi la bocca con il cappuccino grande e anche ben caldo perché lassù faceva anche freddo.

Così non perdo tempo prezioso perché le giornate sono corte in quella stagione, mi consolai; e in mancanza di neve posso anche tentare il ritorno per la cengia.

Giornata bellissima lassù; ma le nuvole che coprivano le valli avevano iniziato a salire, e non avendo necessità, non mi fermai per la meritata sosta all’enorme masso.
Così, e più avanti non mi diedi furia perché stavo vivendo una giornata eccezionale, e anche cercai il percorso migliore per arrivare al passaggio dei camosci.
Raggiuntolo, da quel punto controllai la cengia; e la parte visibile era senza traccia di neve, e non mi restò che arrivare veloce allo slargo coperto di sfasciumi, e allo sbocco del canale.

 

Sì; questo era un poco innevato da non presentare ostacolo; e via per la prima volta in salita, un poco per de qua e un poco per de la dove era meno innevato.

 

Intanto la nuvolaglia ci aveva quasi raggiunto; ma ero già sotto la corta parete verticale che immette sulla facile e franosa, e che la superai con attenzione per gli appigli innevati.

La sopra incombente era lo scopo della Gita; accertare che lo spacco intravisto quel giorno nella discesa, divide la lunga cresta che si dilunga dalla Punta Sud dall’altra ben distinta che termina alla Forcella del Frate.
Non solo divide, ma anche le stacca di brutto; e da un posto giusto fotografia la conferma che quest’ultima potrebbe essere ancora da salire; per l’appunto.

La nuvolaglia che m’allarmò intanto era svanita, e così tranquillizzato ripresi a salire il percorso conosciuto fatto in discesa; e per la lunga cresta chiazzata di neve alla Cima: 24 ottobre 1996.

 

 

La giornata era proprio giusta per scendere al Passo della Mauria per la cengia.

 

Pertanto la sosta durò il minimo necessario, e la discesa nel canale sulle mie tracce anche veloce.
Una volta sullo slargo controllai l’orologio; le ore di sole erano più che sufficienti per completare il giro, e senza darmi furia iniziai la traversata.Certo, la conoscevo anche bene, solo che con la luce del sole basso sembrava tutto un’altra.

Così più volte mi sono fermato a rimirarla. Poi l’incontro con la neve subito dopo la prima interruzione che rallentò il mio procedere; ed il contrasto di luce nella traversata sotto i tetti della seconda interruzione.

Lo stesso e più avanti, e prima di girare il versante dove la guardai a lungo bianca di neve sulla parete nell’ombra scura che contrastava nei colori del tramonto.

Ricordo solo l’attenzione prestata sul primo stretto tratto dell’ultima cengia; e d’aver salutato i miei due ometti al sole.

Tanto tornerò.

La promessa strappata per andare insieme sulla cresta senza nome, alla mia nuova richiesta, l’amico Sem la confermò sempre valida anche per l’anno in corso1997; e sempre nel mese d’agosto che lui è sicuramente in villeggiatura a Forni di Sopra.
Così per me iniziò l’attesa di quel mese, e come impegnatomi, anche di anteporre prima la salita della quota bassa; e che meravigliò Sem che avrebbe preferito solo l’impegno per l’altra. Restai sconcertato; poi la butò in rider confermandomi l’impegno per tutte e due.

Cresta senza nome: punta Sud

   

     Arrivò finalmente la sua attesa telefonata di raggiungerlo, e anche che posteggiassi la mia macchina là da loro perché andremo al Passo della Mauria con la sua.
Era il 9 di settembre; e quella mattina la moglie Fides ci preparò il caffè, e poi anche ci raccomandò di non fare tardi perché m’invitava a cenare da loro; per l’appunto.
Così niente sosta al Bar del Passo quella mattina; e non ci si sono altri ricordi fino alla cengia sottostante il Frate; e dove Sem si fumò la sua insostituibile sigaretta “Alfa”.
Certo, vedevo che per lui quell’Alpinismo non era il massimo; lo stesso non volle dimostrarlo stando al giuoco.
 Riprendemmo la cengia, e per la traccia che continua fino al canale.
Per questo solo un breve tratto e poi sul bordo fino alle balze in sfasciume, e dove più sopra anche lui fu sorpreso e meravigliato alla vista del canale in parte erboso.
Una volta in cresta io gli illustrai il suo sviluppo e le rispettive quote, e ci portammo sotto la vicina parete che salimmo fino all’intaglio.
Avevamo nel sacco l’occorrente per la salita; così prendemmo la corda e alcuni cordini perché non si sa mai, concludemmo.
Solo l’impegno sulla breve parete verticale oltre l’intaglio; e con due scarse lunghezze di corda all’appuntita Cima; e tanto da non poter ospitare neanche il minimo ometto e scattare la foto ricordo: 9 settembre 1997 – Lusa Sergio Sem e Ogrisi Tullio.
 Pertanto niente sosta meritata; lui aggrappato su quella che si fumava la sigaretta, ed io su un’altra vicino ad aspettare che finisse per iniziare la discesa.
 Recuperammo invece la meritata sosta al Bar sul Passo; e anche per evitare di arrivare in anticipo a casa sua perché la nostra presenza avrebbe messo furia alla moglie Fides impegnata a preparare la cena.
Arrivammo lo stesso in anticipo, ma la cena era subito pronta; e quella minima attesa la occupammo a commentare il Gruppo del Miaron ben visibile verso le ore 14 e 15 dal loro prefabbricato montato in località Tintai di Forni di Sopra.