L’amico Sem

Trieste, 1 aprile 2012

Con l’amico Sem

Solo che in quella stagione il bel tempo continuò ancora, e così, cicola e ciacola, una sera in Sede della XXX Ottobre con gli amici del Gruppo Rocciatori, Marco Arnez ci propose di ripetere la via dei Triestini: di Spiro Dalla Porta Xidias e Bianca Di Beaco con attacco R.Mazzilis sulla Crete Cacciatori 2475 m nel Gruppo dell’Avanza–Alpi Carniche. La proposta fu subito accettata dai due pensionati presenti: Sergio Lusa Sem ed il sottoscritto.                                                                                                                                           Quel giorno andammo con la spaziosa macchia di Sem, e poi a piedi, e ridendo e scherzando; passati sotto i Campanili delle Genziane, arrivammo alla base della nostra parete già vista e fotografata.

 

 La sotto, anche se era nell’ombra, commentammo il passaggio dello strapiombo con il vano soprastante che è il tratto più impegnativo della variante. Intanto eravamo già pronti per la salita, e così Marco chiese a Sem di lasciare a lui il passaggio dello strapiombo.  Non solo quello, ma tacitamente poi tutta la salita!

Per superarlo non bastarono meno di due tentativi, ma noi due e con la corda dall’alto ricuperammo il tempo richiesto.

  Bella e logica poi la salita che segue il canale che continua, e fino ad uscire sulla parete appena poggiata e con appigli sicuri.

 Un breve tratto; poi poggiando a destra nel canale-camino verticale che è l’unica possibilità per continuare.

 Solo che questo diventa largo e dovemmo pertanto seguire il bordo arrotondato e levigato.                                                                                                                                                  Il canale-camino si restringe e bisogna entrarci, ma sul bordo la roccia è liscia e senza appigli che facilitino il traverso. Più avanti Marco s’accorse che fuoriesce dalla parete un anello di cavetto, e con un innalzamento lo raggiunse. Un nut infilato in un buco fessura della parete; ma sufficiente per mantenere l’equilibrio per il traverso nel canale-camino.

  

Lo seguimmo ma senza raggiungere la cresta perché preferimmo sostare la sotto riparati al sole.

  Non ricordo poi il motivo; e non salimmo la Cima Principale, ma per cresta la Cima di Mezzo 2466 m probabilmente perché conoscevamo la discesa.

  Solo il tempo per la foto ricordo e il panorama: 20 ottobre 1995: Arnez Marco, Lusa Sergio Sem e Ogrisi Tullio.  

      Nell’anno 1996 non presi d’assalto la cresta innominata, anche perché all’inizio della stagione l’amico Sem m’invitò più volte a fare cordata con lui, e tanto da distogliermi da quanto promessomi; così ….

Torre Laura?

   8 e 9 giugno: Convegno di primavera del Gruppo Rocciatori della XXX Ottobre al Rifugio Casera Baion m.1828, nel Gruppo delle Marmarole, e raggiungibile con le auto.

 Una volta in Rifugio, senza conoscere quel settore delle Marmarole, e con l’incertezza del tempo, Berti alla mano scegliemmo di salire la vicina Torre Laura, parete Sud per la via dei fratelli Segni e U. Bagnaresi.

 Quella sera intanto avevamo formato due cordate, e la mattina con il tempo instabile ci portammo la sotto dove vedemmo più possibilità per iniziare la salita, e come da relazione iniziammo a salire presso uno spigolo.

 Così per questo, e a seguire ancora per larghe fessure con roccia friabile, e poi un poco per de qua e un poco per de la alla base della parete incisa da verticali e larghe fessure, e dove ci fu chiaro che eravamo completamente fuori via.

  

- Niente; tiremo su driti e traversemo sul spigolo. Solo che le fessure ci portarono proprio sotto gli strapiombi a difesa della Vetta, e dove era quasi impossibile fare il traverso a destra; e ora dovevamo tirarci fuori.

 Metro più metro meno, c’è alla nostra altezza il largo intaglio che stacca la detta Torre dalla parete del Monte; così e senza perdere tempo prezioso iniziammo il traverso sulla stretta parete Ovest, mentre oltre l’intaglio sulla parete di fronte c’era uno stambecco che ci guardava interessato.

 Alt, e ferma tutto perché sotto lo strapiombo c’è infisso un buon chiodo che c’informava che noi non eravamo i primi a passare la sotto e o a forzare il passaggio per la Cima.

 A questo ci pensò Sem che si prese l’impegno della verifica.

 Una volta oltre, restavano solo le facili roccette finali.

 9 giugno 1996: Lusa Sergio Sem e Ogrisi Tullio; Corsi Nino e Carlevaris Giovanni.

   Fatta la salita restava ancora da trovare la discesa; così decidemmo per intanto di portarci all’intaglio scendendo per l’opposto versante, e poi valutare per dove scendere; e così assicurati in arrampicata e con una corda doppia lo raggiungemmo.
Decidemmo subito di scendere per il canalone al sole, formato a rampa e senza salti; meglio di così.
Solo che trovammo la superficie della parete liscia e compatta; e così noi la scendemmo quasi tutta in corda doppia.

 Meglio di così; solo che per la difficoltà trovata per mettere i chiodi per le calate, impiegammo più tempo che per la salita.