Meglio tardi che mai …

Trieste, 1 settembre 2008

                                                    La Terza Grande 2591 m

La mia salita alla Terza Grande arrivò più tardi nonostante le tante volte che mi trovassi in zona per salire i Monti che la circondano, e anche più volte. Mi chiedevo anche il perché; ma non volevo forzare; ed aspettavo il possibile invito.
Un giorno all’arrivo della rivista Le Alpi Venete fresca di stampa e come faccio da sempre, la sfogliai subito fino alla rubrica Nuove Salite; e c’era la fotografia della sua parete SE con il tracciato e la relazione della nuova salita dei fratelli Peratoner.
Gli conoscevamo per aver ripetuto qualche loro via, e così il mio amico Sturm Rinaldo non tentennò all’invito per d’andarla a ripetere.
L’ottobre di quell’anno stava trascorrendo con giornate di tempo magnifico e la Terza Grande era ormai nei miei pensieri; così stabilimmo per il giorno 28 ottobre 1983, e per così chiedere per tempo una giornata di ferie. Il giorno prima uno stratempo mise in dubbio la Gita per la prima nevicata autunnale, ma poi decidemmo d’andare lo stesso.  La mattina presto, dall’autostrada, al sorgere del sole vedemmo le Cime dei Monti risaltare bianche di neve, cosa che ci preoccupò non poco.

tc01 parete SE Arrivati ansiosi a Cima Sappada m1292; di fronte c’era così anche la nostra parete. Solo piccola stretta al cuore perché la nostra parete era in pieno sole, e lo spolvero nevoso aveva pertanto le ore contate, e con nostra gioia.
Scendemmo subito veloci a Sappada, e andammo posteggiare la macchina sulla riva del Piave dove inizia il sentiero d’approccio alla parete; e via di buon passo.

tg02 Cresta d'Enghe Iniziammo la salita per la parete ormai senza neve circa una ventina di metri a sinistra del pilastro centrale poco pronunciato, con lo spettacolo del netto contrasto con l’innevata Cresta d’Enghe a lato e nell’ombra.

tg03 sulla Peratoner tg04 idem Poi continuammo sulle pareti che si susseguono, e che invitato a spostarsi a sinistra dove sono più facili, e così fino a che entrammo nel canale che avevamo visto per continuare la salita.

tg05 son anche mì tg06 bel tiro Ancora due tiri di corda ed eravamo nell’ombra fredda.

tg07 prima neve

Più avanti il canale poggia trattenendo la neve, e dovemmo prestare attenzione.

tg08 pasemo a S

Più avanti anche increduli perché passando ci trovammo in versate Sud Est e presto al sole.
Un regalo impensato; e non solo perché vedemmo la parete finale segnata da fessure e canali che ci consentiranno di passare.

tg09 quà no se neve Così riprendemmo la salita senza un percorso obbligato, e più avanti traversando a destra sotto la Cima strapiombante raggiungemmo la cresta e la Vetta 2591 m che è la più alta.
Sì perché la Cresta orientata a SSW presenta un’altra di poco più bassa 2586 m.
Così anche perché eravamo caldi dell’azione decidemmo di raggiungerla e far lì la sosta della cima.

tg10 il passaggio

Solo che era la prima volta, e con le rocce innevate non fu facile il passaggio.

tg11 senza casco Su quest’altra finalmente ci prendemmo la meritata sosta contemplativa dopo anni d’attesa.
Sì, e che è stata più che ricompensata da quella grande e indimenticabile giornata.

tg12 la nè saluda

Il gioco e il continuo variare di luci autunnali che si alternavano sulla nostra parete e su quelle dei Monti circostanti visti lungo la salita, e così anche in Cima; questo è il ricordo rimastomi di quella prima mia salita alla Terza Grande; e altrettanto nella facile discesa.

tg13  tracciato

tg14 piantina                                                             Monte Siera 2443 m

Il bel tempo continuò ancora in quella tarda stagione, e la salita appena fatta aveva riacceso la voglia di Montagna, anche perché lo spettacolo del Monte Siera fu un invito irresistibile a tornare invogliati della nuova salita dei Peratoner riportata nella stessa Rivista.
Così il 3 novembre 1983, giorno Festivo per San Giusto patrono di Trieste, fu l’occasione per onorarlo su quella montagna.
Da Sappada scendemmo al posteggio sulla riva del fiume Piave, e all’inizio del sentiero per la Malga Siera che noi non raggiungeremmo perché più sotto dobbiamo traversare a sinistra per entrare nel Canalone W del Monte Siera.

tg15 Cresta SW Solo che l’entrata è difesa dalla mugheta, e così cerca lì e cerca la seguimmo il fondo pietroso di un misero rigagnolo fino al Canalone.

tg17 quante Cimetg16 paretina inizio Canalone che dobbiamo salire per attaccare rocce pulite dai mughi, e così fino e oltre il salto roccioso a destra.
La sopra perdemmo solo il tempo per vedere dove iniziare la facile salita perché il sole basso della stagione, tarda ad illuminare le pareti che noi trovammo nell’ombra scura.

tg18 sulla Peratoner Non vedendo altre possibilità iniziammo la salita superando una serie di brevi pareti e ognuna con la sua difficoltà.

tg19 uscimo in cresta Poi a seguire il canale che porta sulla Cresta SW che è la direttiva della salita.

tg21 rocia sanatg20 che ambiente Solo che la cresta è sbarrata da enormi tetti; e decidemmo di passarli a sinistra per un’evidente fessura.

tg22 son anche mi La sopra trovammo la cresta meno verticale, ma intervallata con un susseguirsi di corti passaggi di roccia compatta.

tg23 sulla cresta   Poi poggia gradatamente con qualche corta parete, e rompendosi fino in Cima.

tg24 Cresta SW tg25 Sturm  e Ogrisi tg27 Gruppo Peralbatg26 Creta Forata La discesa conosciuta fatta in velocità non ha lasciato ricordi.

tg28 ultimo sole Solo che quanto controllato quel giorno dalla Cima, mi confermò quello osservato e fotografato nel primo approccio alla vasta parete della Terza Grande.
Sì, il pilastro la divide i due settori, e quello che volge ancora ad Est, e che ha la parete caratterizzata da un Portale, ed è ancora da salire.
Così informai subito Rinaldo della novità, e cicola e ciacola, lui mi promise che andremmo quanto prima a tentarla; ma come sempre senza metterci furia perché l’occasione arriva sempre.
Solo che l’occasione arrivò nel mese di luglio 1986.

La Terza Grande 2591 m

tg29 verso la parete Scesi al Piave e per guadagnare tempo anche rischiai la macchina salendo i percorsi della Forestale e boscaioli; poi per i sentieri conosciuti ci portammo alla base del pilastro dove alcuni avancorpi potrebbero facilitare l’accesso alla parete.

tg30 la parete SE Rinaldo iniziò nel stretto canale tra i due verso monte e a seguire la traccia a diedro sulla parete verticale e gialla.
Niente, non si passa; solo traversando a sinistra c’è qualche possibilità, ma potrebbe mancare corda. Un buon chiodo e terrazzini quasi volante.

tg31 parte iniziale Lo raggiungo, e inizia il traverso; la parete presenta una nicchia che sull’altro bordo appena panciuto ci sono appigli che consentirono a Rinaldo di salirla; e la sopra c’è una cengia a gradino ottima per far sicurezza.

tg32 provo a sinistra Una volta riuniti con i nasi all’insù era evidente che non si passa; non ci restava che la cengia e l’ignoto.

tg33 traverso a destra Era la giornata giusta; e Rinaldo la traversò fino allo spigolo sottile e in parte spezzato da formare un intaglio, e la oltre c’era una parete gradinata coperta da detriti.

tg34 no xe mal La seguiamo sempre presso lo spigolo e fino ad un altro intaglio quasi copia del precedente. Una breve parete sostituisce lo sostituisce e oltre per facili rosse alla sua ripresa arrotondato e strapiombante?  Niente; non era la giornata giusta.
In alto a destra la parete caratterizzata dal portale già nell’ombra e ancora a destra uno stretto diedro percorso da fessure.

tg36 fessure d'uscita Lo raggiungemmo traversando la sotto, e perdendo quota non prima d’aver superato una breve parete.
Rinaldo scelse di salire per le fessure di roccia liscia e spaccata, e mise anche un chiodo per innalzarsi e traversare a destra per far terrazzino.

tg37 ghe semo soto ecoletg35 de no creder

A seguire ancora un tratto di parete leggermente panciuta e sempre più facilmente raggiungemmo una corta spalla.

tg38 arrivo in cresta - Copia Niente festeggiamenti perché la Cima è ancora lontana, ma solo il tempo di costruire un visibile ometto.
Non riprendemmo per l’incombente cresta, ma scendemmo dall’altro versante per aggirare il primo tratto.
Sorpresa perché più sotto trovammo un bollo rosso?

tg39 meritava Sì, il percorso della cresta era stato segnalato; e così seguendoli arrivammo sulla Cima Nord Est: 26 luglio 1986.

tg41 Ogrisi Tulliotg40 Sturm Rinaldo Poi come la prima volta traversammo la Cresta facilitata dai bolli rossi sulla spaziosa Cima  Sud Ovest.

tg42 panoramica tg43 tracciato