Avventure sulla Cima Bagni; e non solo …

Trieste, 1 agosto 2008

                                                  La Cima Bagni 2983 m

 

Fa da sfondo alla Val Giralba con il suo versante meridionale; e che non risalta subito all’occhio perché sacrificata dai primi avancorpi della Croda di Ligonto o Monte Rosa e del Monte Giralba di Sotto. Di questa mi accorsi solo dopo i primi posteggi e attese all’inizio della Valle; poi presi in considerazione l’arrotondato costone che delimita i versanti Sud e Ovest. Poco appariscente alla base anche perché coperto da abbondante vegetazione, prende forma raddrizzandosi ben delimitato fino a formare l’ultima elevazione della lunga cresta che lo collega alla Cima Principale, e che tutto ho accertato durante le traversate della Valle nei due sensi: e perché non salirlo?               In quelle serate in Sede parlavamo spesso di questa struttura con Roberto Priolo sempre disponibile, e anche da primo di cordata. Così una sera in Sede, cicola e ciacola, oltre che a Roberto c’erano presenti altri giovani che vedevo frequentare la Val Rosandra, e che ascoltavano interessati; tanto che alla fine due ci chiesero di poter venire con noi. Sì, andavano forte in Valle, ma alle prime esperienze in montagna; e Roberto fu d’accordo perché da cosa nasce cosa; come l’amicizia.                             Così accogliemmo ben volentieri Del Piero Fulvio e Javazzo Umberto; ma dovevano accettare il bivacco all’aperto in Val Bastioi!  Certo che furono felici, e anche di provare la novità del bivacco; e ci mettemmo d’accordo.  Così quella sera e poco prima del crepuscolo del 10 luglio 1971, stendemmo i sacchi piuma o altre coperture su uno spiazzo erboso tra i mughi subito sopra l’incrocio con il sentiero per il Bivacco Battaglion Cadore in Val Spallata, perché io contavo la mattina lungo il suo percorso di trovare un passaggio tra i mughi per entrare nell’Alta Val Bastioi, e possibilmente in linea con lo spigolo evitando così il lungo giro nell’ignoto sotto le pareti del Salto Bastioi; per l’appunto.

cb01 alta V Stallata

La fortuna aiuta gli audaci; e quella mattina lungo il tratto piano del sentiero sovrastato dalla mugheta lo trovammo. Sì, era un passaggio di camosci appena percettibile tra i fitti mughi e che gli altri stentavano a credere.

cb02 Gr Popera

Così entrammo nella periferia della Val Bastioi, anche se in versante Stallata, qui tutta tappezzata d’erba ed altri arbusti che celavano grossi massi. Non trovammo nessuna difficoltà a raggiungere la base del costone coperta di fitta vegetazione. Noi invece l’aggirammo a sinistra, e subito gli dietro trovammo lo spacco che lo stacca dal corpo del monte qui verticale e senza vegetazione; e via verso questo che prometteva bene.

cb03 canale nevoso

Più avanti racchiuso tra queste pareti friabili e difficili c’era ancora un abbondante cumulo di neve, e che copriva il fondo dello spacco. Così evitammo d’attaccare la parete rimontandolo con la speranza di trovare più avanti roccia scalabile, e dove invece trovammo un’invitante sorpresa.

cb04 cengia chiave

Sì, perché al livello della neve raggiunto inizia una buona cengia in salita; e Roberto andò subito a controllare dove porta o termina. Avuto l’ok ci riunimmo veloci sulla piazzola dove la cengia finisce; ma anche vedemmo che la parete incombente leggermente tondeggiante ha la roccia sana e non levigata o frantumata come quella sottostante.

cb05 inizio

cb06 finalmente se rapiga

Così rincuorati ci legammo formando due cordate; la nostra con Roberto da primo che iniziò a salire lungo la tondeggiante parete.

cb07 Croda di Liginto

cb08 Cima d'Ambata

La parete non è uniforme e costante come la vedemmo da lontano. Così, e come all’inizio, e dopo alcuni tiri di corda, raggiungiamo un’altra insignificante interruzione a terrazza coperta da detriti, e un’altra subito sopra da dover poi scendere in uno spiazzo retrostante delimitato dai rispettivi canaloni, e la parete opposta niente male!                 Ci guardammo intorno smarriti. Altra sorpresa: il canalone che scende a Nord con il fondo a tratti ghiacciati è fattibile; a farcelo notare è stato il colore rosso del Bivacco Battaglion Cadore a poca distanza dallo sbocco. Forse che sia possibile raggiungerlo? A verificarlo ci pensarono subito i giovani amici perché Javazzo non stava bene; e alla fine vollero proprio così. Ci aspetteremo nella radura del nostro bivacco o al posteggio; e tanti auguri.  Gli stessi valevano anche per noi che ora dobbiamo superare la parete verticale.  La volle fare Roberto, e che dopo essere salito una ventina di metri e messo un chiodo di sicurezza, per un esilissimo gradino per le mani traversò a rocce articolate, e per queste ad un terrazzino; e con la successiva lunghezza raggiungemmo l’assicurante cengia segnata: Val Stallata – Cadin del Bigio, e che la seguimmo fino allo spigolo. Riprendemmo la salita cercando di seguirlo, ma la roccia sempre più rotta ci obbligò a passare a destra.

cb09 Cima Bagni

Non ci fu più possibile tenere la linea ideale, e più sopra per un’altra cengia traversammo anche il canale nevoso divisorio per continuare il traverso sull’altra parete. - E adeso? Così la seguimmo sulla nuova parete un poco per de qua e un poco per de la e poi puntando la Cresta. Solo che non conoscevo quel versante della Montagna perché mai presa in considerazione per la nostra salita; e così, e una volta giunti in un intaglio, seguimmo le facili rocce a sinistra e ci trovammo su una quota della lunga Cresta che delimita il Cadin del Bigio: 11 luglio 1971.                                                  Una volta a casa e confermato dalla fotografia: la Cima di Mezzo 2922 m.                      - Orpo; sì perché la Principale era ancora lontana; e per raggiungerla dovevamo anche perdere quota. Eravamo stanchi ed il tempo tendeva al brutto e stemmo lì, e senza esultare dopo la mancata Cima; ma appagati per aver realizzato la nostra salita sullo Spigolo Sud-Ovest; quello che era stato il motivo della nostra venuta, e avere così la coscienza a posto.

cb10 Monte Popera

La sosta fu anche breve perché il tempo s’era fatto minaccioso, senza contare l’ora tarda; tanto che l’unica foto che scattai fu il Monte Popera che s’illuminò mentre stavamo scendendo. cb11 discesa

Facemmo a ritroso la nostra salita fino al canale innevato, e per questo con lunghe scivolate arrivammo nel Cadin del Bigio.

cb12 C del Bigio

Probabilmente nell’euforia dello scivolare, ma credo più per la non conoscenza del Cadin del Bigio, scendemmo troppo e così, e dopo un breve tratto di ghiaione, l’invitante entrata di un canale ci ammagliò; e lo seguimmo e così fino alla base del Salto Bastioi, ma completamente alla sua destra idrografica, e per “l’invitante” discesa impiegammo sette calate di corda di varie lunghezze senza contare i tratti in arrampicata libera. La sotto ci concedemmo una sosta per prendere fiato anche perché la discesa fu fatta di furia.

cb13 Salto Bastioi

Ora, spalle alla Valle, davanti a noi c’è il salto Bastioi ben delimitato nella parte superiore da leggere nuvole che velano i Monti retrostanti mentre la luce del sole   illumina e da risalto al tratto di parete per dove dovevamo scendere; sì, abbiamo capito la lezione. A favore c’è il suono dell’acqua che lo scorre da più parti e che ci da conforto e serenità; avevamo proprio bisogno; è stata dura la giornata.                                           Poi via di corsa che più sotto ci saranno già gli amici ad aspettarci. Fu proprio così, e al primo crepuscolo; e anche ci raccontarono la riuscita non facile discesa del canalone per i tratti ghiacciati per arrivare al Bivacco; sì, proprio una grande giornata, e per tutti noi.

cb14 panoramica

cb15 Cima Bagni

cb16 piantina